
Mentre la maggior parte dei principali siti di meteorologia lanciano senza sosta titoli ad effetto, purtroppo già noti per i loro articoli sensazionalisti, l’inverno meteorologico in corso (che ricordiamo inizia dal primo di dicembre), ha già emanato la sua prima sentenza.
E’ un inverno al momento fallimentare in termini di precipitazioni per buona parte della nostra Sicilia. Le uniche province che hanno beneficiato di discrete piogge sono quelle di Palermo e Messina, proprio per via della componente nordica delle perturbazioni che hanno accontentato solo il nord Sicilia. Per il resto il nulla, la siccità che riguarda tutte le altre provincie non menzionate desta parecchia preoccupazione, sono seriamente a rischio le coltivazioni di grano, ortaggi e le riserve idriche in vista della stagione estiva 2018.
A corredo le foto sconcertanti delle campagne siciliane scattate da Sergio Calcerano da Ragalbuto.

E’ andata bene solo sotto il profilo termico per una settimana, grazie alle temperature minime prossime allo zero termico per diverse ore, ma ovviamente tutto ciò non basta.
La carenza di importanti fasi di cattivo tempo, le lunghe fasi anticicloniche e la componente atlantica delle perturbazioni che giungono nel Mediterraneo hanno lasciato il nostro grande Vulcano totalmente spoglio, quasi privo di neve nel versante sud ed orientale. Tracce di neve solo nel versante di Luguaglossa oltre i 2000m, troppo poco per dicembre! Una nevosità del genere si riscontra a fine maggio, tutti gli appassionati di scii, professionisti del settore, operatori turistici e gli addetti ai lavori attendono con trepidazione notizie confortanti riguardo future nevicate etnee scaccia pensieri. A corredo le foto di Pietro Interdonato scattate poche ore fa dalla Perla del Mediterraneo. Atmosfera mozzafiato, molto gradito dai turisti del nord Europa che hanno scambiato il nostro mese di dicembre per Agosto.

Quando tornerà a nevicare?
L’arrivo della saccatura di matrice nord atlantica attesa in serata di giorno Mercoledì 27 regalerà delle nevicate ad alta quota ma con accumuli che riguarderanno la parte occidentale del vulcano, in aree non d’interesse sciistico. Giovedì 28 è atteso un netto calo termico che permetterà alla quota neve di portarsi a cavallo dei 900/1000m di quota ma le precipitazioni prediligeranno il versante tirrenico siciliano, quindi Madonie e Nebrodi con nevicate nelle aree interessate dai nuclei che giungeranno dal basso Tirreno.

Solo Venerdì 29, quando la componente eolica a tutte le quote si disporrà netta di maestrale, potrà tornare a fioccare sul Vulcano prediligendo il versante nord ( Piano Provenzana ), con fioccate irregolari trasportate dal vento, ma gli accumuli saranno modesti. Sabato 30 tutte le precipitazioni saranno ormai cessate, freddo in quota e tanto vento.
Per tali motivi, entro Sabato l’Etna si mostrerà alla vista nuovamente innevata ma si tratta di neve eolica di poco conto, una misera base destinata purtroppo a fondere proprio a cavallo del Capodanno quando è attesa una rimonta d’aria molto più mite di matrice nord africana.
Quali tendenze per inizio anno?
Sebbene siamo contrari a lanciare sentenze al lungo termine ci limitiamo ad esaminare la circolazione atmosferica e le principali figure sinottiche che interesseranno il comparto europeo e Mediterraneo.
Detto questo, avremo a che fare con un vortice polare compatto ed un vortice canadese che non lascia al momento scampo o spiragli positivi, almeno per la prima decade di gennaio 2018. Tutto ciò vorrà dire che proseguirà il “tempo atlantico”, fatto di ondulazioni instabili e fase anticicloniche che richiameranno aria molto mite per il periodo. Capirete bene che tutto giò non giova affatto alla Sicilia. A corredo le mappe, fonte GFS, per i primi giorni del nuovo anno con l’alta pressione sempre presente, mitezza e carenze di piogge ( da confermare ).

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