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14991799_1132374666812200_3746973905362352060_nOrmai i giorni sciroccali non si contano più. Spira uno scirocco incessante nello Stretto di Messina con intensità moderata specie nel settore nord della riviera messinese. Nessuna tempesta al momento ma un vento fastidioso che rende lo Ionio mosso e difficoltoso soprattutto per i pescatori locali che sfidano non solo le onde spumeggianti ma anche le correnti insieme ad esse. Al momento, una profonda saccatura atlantica rimane incastonata sulla Penisola Iberica e molto lentamente essa traslerà verso il cuore del Mediterraneo. La sua “evoluzione lumaca” è dovuta ad un blocco ad est imposto dal massiccio campo anticiclonico sull’Europa orientale, più robusto che mai in questo periodo con valori ragguardevoli. Tuttavia, la lenta vicinanza dalla Spagna della circolazione depressionaria farà infittire le isobare proprio nelle prossime ore tale che lo scirocco diverrà più intenso ed anche nello Stretto di Messina la sua intensità aumenterà raggiungendo il suo apice tra Giovedì e Venerdì. Nel contempo su Liguria, Piemonte e gran parte delle aree prealpine si riverserà molta pioggia, sperando che il territorio riesca ad assorbire tale cascata pluviometrica.15032847_1132506116799055_1951781433054811483_n

Dopo lo scirocco anche per la Sicilia ci sarà la sua razione di pioggia post sciroccale con una passata instabile attesa per il pomeriggio di venerdì 25 ma le nubi torneranno minacciose ed insistenti soprattutto per il versante ionico siciliano da Domenica e per i giorni a seguire, allorquando si scaverà una vasta circolazione ciclonica proprio tra le Due Isole Maggiori. Inutile a dire che continuerà ad esserci sempre scirocco, anzi in questo caso esso rincarerà la dose per rendere l’atmosfera più instabile e foriera di piogge e temporali. Tutto ciò potrebbe fungere da calamita ed attirare la prima colata artica della stagione e sarebbe clamoroso se tale massa gelida facesse il suo ingresso nell’Adriatico, invadendo in breve tempo le regioni meridionali e facendoci piombare in pieno inverno con neve a bassa quota e venti gelidi entro martedì prossimo. Un’evoluzione difficile da prevedere in quanto dipende da tanti fattori ancora impossibili da contemplare oltre che per il lasso temporale di certo non breve, ma da più giorni i modelli matematici fiutano tale possibilità per fine mese ed un un’inizio di dicembre molto dinamico. A corredo una mappa che riassume quanto detto elaborata dal centro di calcolo britannico ECMWF, proprio quello che vide convinto la neve del 30 dicembre 2014 nello Stretto. ( Foto di Pippo Russo.)ecmopeu00_168_2

 

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