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10418950_525889584180872_5035723493888627744_nL’evento del 30/31 Dicembre 2014 resterà impresso nella mente dei messinesi e delle sue due Provincie, ionica e tirrenica, per la straordinaria nevicata fin in riva al mare, con evento eccezionale ma non epocale per il luogo in cui viviamo.

L’evento è stato seguito dal sottoscritto un’intera notte tra 30 e 31 con le prime nevischiate in Città, fino all’apoteosi della tormenta della mattina del 31 Dicembre, quando dopo le 08.00 si è scatenata una vera e propria tormenta nevosa in Città fin verso le zone ioniche tutte.

Inutile ribadire che per estensione questo evento sarà ricordato forse come uno dei più forti da almeno 50 anni (ultimo grande evento nevoso fino al piano con cumulate nivometriche di un certo spessore riconducibile molto probabilmente al 1962-1963), dove l’intera Città e le sue Provincie hanno avuto imbiancate fino al livello del mare.

Se da un lato non si tratta di un evento epocale e nemmeno unico (nel passato si fece molto di meglio sia per la Città o per la Provincia) per quanto riguarda soprattutto l’abbondanza del manto nevoso sia in quota che in Città, senza ombra di dubbio lo è stato per l’estensione con il quale esso ha uniformemente interessato tutto il messinese, nessuna zona esclusa.

Infatti il messinese si è trovato dentro una situazione ottimale per quanto concerne l’instaurazione in bassa Troposfera di correnti favorevoli alle varie quote che hanno fatto si che le nostre zone potessero esser prese di mira da una sequenza di corpi nuvolosi in arrivo dal Tirreno a lenta evoluzione, che andavano a caricarsi di umidità con i mari ancora tiepidi (con differenza termica tra la quota e la loro superfice anche oltre i 55°C).

La convergenza che si è manifestata nel messinese vedeva correnti da NW o da W-NW sopra i 4000 mt alle alte quote mentre al suolo avevamo una Tramontana netta, mentre a tratti il getto in quota ha spirato da SW dove il nocciolo più freddo con valori di -38°C a 500hpa ha avuto una traettoria più occidentale rispetto alle previsioni modellistiche, il tutto con correnti debolissime e maggior stazionarietà dei fenomeni sempre tra deboli o moderati e senza nessuna manifestazione temporalesca.

Inoltre un’elevata vorticità positiva ha fatto si che la “neve precipitabile”, date le termiche negative, potesse far si che il messinese fosse la zona tra le più colpite rispetto alle previsioni dei giorni prima, che vedevano forse una possibile esclusione per la parziale ombra aspromontana che avrebbe fatto si che Messina soprattutto potesse esser risparmiata dalla nevicata.

Bisogna anche aggiungere che i modelli o lam fino agli ultimissimi run non hanno saputo inquadrare la formazione di minimi secondari al suolo, con netta divergenza anche a poche ore dall’evento, infatti solo in sede di nowcasting si è potuta sciogliere la prognosi per Messina Città per quanto riguarda soprattutto la durata dei fenomeni.

Infatti la tarda sera del 30, la mattina presto del 31 il messinese aveva ancora un’area di convergenza che si è protratta fin verso le ore 9 di mattina con l’apoteosi nevosa fino al livello del mare, producendo uno spettacolo nevoso di rara bellezza, oserei dire di rarissima fattura per la nostra epoca, in tempo di Global Warming dove le ondate di freddo o gelo si sono ridotte al lumicino alle nostre latitudini.

Va detto che l’evento in se è di grossa portata ma non epocale, dove per la nostra epoca potremmo definirlo intenso e fugace, infatti volendo trovare una similitudine per la sua durata l’ondata di gelo vorrei paragonarla a una famosa guerra conosciuta come la “guerra lampo“.

 Questo infatti si è protratto per poco più di 24 ore con isoterme gelide a tutte le quote ma da giorno 1 Gennaio 2015 le temperature si sono nettamente alzate a tutte le quote facendo sciogliere la neve alle bassissime quote e anche alle basse quote.

Se tornassimo indietro nel tempo e volessimo fare una raccolta di eventi nevosi e gelidi per le nostre lande, di certo potremmo ricordare eventi come il Gennaio 1962, Marzo 1949 o nei primi anni del 900′ o fine dell’800′ dove le ondate di gelo epocali, stavolta l’aggettivo ci sta tutto, inglobavano a ripetizione il Mediterraneo centrale coinvolgendo anche il messinese anche con giorni di neve e gelo fino alle basse quote.

Dunque parlare di evento unico e epocale è errato, nel passato non solo certi eventi si manifestarono con più crudezza sia in ambito di cumulate per la Città, ma le isoterme gelide, quindi almeno con  valori compresi tra -5°C in giù a 1500 mt circa, si protraevano giorni e non cosi fugaci.

Basti ricordare come l’ultimo grosso evento di neve in pianura del 1962 e a tratti il 1963, escludendo il 1999 che fu anch’esso fugace, protrasse le isoterme negative con valori compresi tra -3°C a 850hpa o meno con picchi sotto la -8°C  per una settimana circa dove la neve alle basse quote rimaneva dunque molti giorni senza sciogliersi.

Ma se tornassimo ancora dietro nel tempo tra fine 800′ o primi del 900′ o addirittura alla famosa PEG (Piccola Età Glaciale) potremmo raccontare di altri eventi epocali e chissà quanti ce ne saranno nella storia del messinese e Città, dove le temperature con effetto albedo addirittura scesero sotto valori di -1.5;-2°C al suolo tra Reggio e Messina con manto nevoso alle basse quote che durava anche giorni e giorni..altri tempi insomma!

Ma nella nostra epoca e dopo quasi 16 anni dall’ultimo evento di neve a mare nel messinese, di certo i messinesi e la nuova generazione potrà ricordare questo 31 Dicembre 2014 come un giorno da fiaba per la Città e tramandarlo alle nuove generazioni, sperando perchè no, di poterne vivere altri di cosi belli ed emozionanti per la gioia dei tanti messinesi, perchè si sa, la dama bianca in questa Città ha un fascino particolare…..

Ecco infine alcune delle mappe storiche di questo evento che ha portato per dover di cronaca anche i -1.5°C a Lipari e temperature sotto nevicata a cavallo degli 0°C in Città e nelle zone costiere delle due Provincie, sia ionica che tirrenica come avevo ampiamente ipotizzato prima dell’evento:

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