La prima sciroccata nello Stretto di Messina è cessata poche ore fa, lasciando il mar Ionio in scaduta per onde di mare morto, situazione questa tanto attesa dai pescatori da riva che non aspettavano altro per una battuta a surf casting. Non si è trattata di una forte sciroccata, bensì di una debole a tratti moderata sventagliata che ha reso lo Ionio solo mosso/molto mosso ma capace di insabbiare parzialmente il porto di Tremestieri, ma qui sappiamo bene che lo scirocco c’entra ben poco. Proprio in questo periodo dell’anno entra nel vivo la pesca al sarago, preda tanto ambita dai praticanti di questa tecnica di pesca specifica indicata ad insidiare prede di tutto rispetto da riva in determinate situazioni di luna, marea e condizioni meteo marine. Proprio le condizioni meteo marine ideali per il surf casting si rinnovano nel periodo autunnale nello Stretto al seguito di sciroccate, ma stranamente negli ultimi anni abbiamo assistito ad un calo netto di questi eventi autunnali per motivi tutti da valutare. Come non citare lo scorso autunno quasi sempre condizionato dall’alta pressione e da temperature miti, un pò come quest’anno anche se ancora siamo a metà ottobre ma le tendenze per il medio/lungo termine non ipotizzano grossi scombussolamenti. A corredo la straordinaria battuta di pesca realizzata stamane nella riviera ionica messinese dal surfista Giovanni Lembo, un tipico pescatore esperto dello Stretto che sa sfruttare ogni condizione meteo per un carniere di saraghi come questo, davvero complimenti!

Detto questo, lo scirocco abbandonerà per il momento l’area dello Stretto di Messina e verrà sostituito da blande correnti fresche nord occidentali con locali rinforzi da nord nello Ionio. La situazione barica nel Mediterraneo non causerà venti forti, quindi mareggiate importanti sia nel versante tirrenico che ionico. Ma scrutando nei modelli numerico matematici si nota come dal prossimo 24 ottobre potrebbe riproporsi una seconda sciroccata, forse anche di forte intensità se dalla Spagna avanzerà una profonda depressione atlantica, ma di questo avremo modo di aggiornarvi nei prossimi bollettini dato che ancora siamo nel campo delle ipotesi con bassa affidabilità. Nel frattempo i mari torneranno placidi consentendo anche di praticare l‘eging, la pesca del momento per insidiare seppie e calamari, più seppie a dire il vero per l’assenza dei calamari probabilmente per le acque ancora troppo calde che tengono lontano il cibo foraggio per questi predatori notturni.

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