Ho voluto aprire questo resoconto finale degli eventi nel messinese con un titolo da film, proprio per l’eccezionalità che ha contraddistinto questo ciclone in ambito mediterraneo e soprattutto per le zone ioniche e delle zone isolane a sud della Sicilia, investite in pieno dalla forza distruttrice di questa fase di maltempo dalle caratteristiche eccezionali.
Eccezionali si, perchè non capita ogni anno di vivere un evento del genere, con tale sinottica dove i global model non hanno saputo inquadrare la traiettoria della fase 3 fino all’ultimo run delle loro corse elaborate per inquadrare una previsione attendibile (quella nella quale si sarebbe potuto formare il mendicanes o TLC mediterraneo).
Eccezionale non di per se per le caratteristiche del sistema, avvenuto ben altre volte anche se raramente in ambito mediterraneo, ma per la traiettoria che esso ha avuto nella sua lenta corsa verso le coste sicule orientali nella giornata odierna, dove danni anche ingenti si contano con alberi sradicati, onde furiose che hanno raggiunto case facendo danni sulle strade, piogge eccezionali come il caso di Linguaglossa nell’etneo,con oltre 600 mm in poco più di 72 ore e tanto altro.
Si è partiti con la fase 1 pre/frontale iniziata come le nostre attese dal 4 sera e proseguita con le piogge e temporali fin verso il primo pomeriggio del 5 Novembre, per poi arrivare alla fase 2 clou centrale tra 6 sera e 7 mattina con l’occlusione del sistema dove agiva il fronte freddo e terminato il tutto con l’incredibile evoluzione della giornata di ieri sera che si è protratta fino alle prime ore di stamane con l’arrivo della 3^fase, quella più rara e oserei dire UNICA nel suo genere!
Andando con ordine riepiloghiamo il tutto dicendo che i fenomeni pre-frontali del 4 e 5 erano attesi e anche i modelli e poi i lam inquadravano picchi piovosi anche elevati e noi lo avevamo messo in preventivo dicendo che questi potessero essere anche forti e localmente elevati e cosi è stato.
Infatti, mentre alcuni enti snobbavano tale previsione vedendo cumulate deboli o al più localmente moderate, le piogge a monte erano sopra i 100 mm e sulle coste nelle ioniche e in Città si registravano picchi di 40 e oltre 50 mm “estesi”, il tutto grazie alla prima fase che a volte può causare i fenomeni più forti nella parte pre/frontale calda del sistema, vedi esempi come le alluvioni accadute nel messinese dal 2007 al 2011.
Infatti le passate alluvioni spesso si sono avute nella parte del fronte caldo, prima che avanzi la vera e propria saccatura e stavolta è andata bene solo per la cessazione dei forti fenomeni temporaleschi che non hanno assunto caratteristica di persistenza, con la differenza che, mentre nella giornata del 4 sera essi si presentavano con forza anche sulla costa messinese, nella giornata seguente si sono concentrati più a monte per l’instaurarsi di forti correnti di scirocco ai bassi strati che hanno fatto addensare i corpi nuvolosi solo a monte dove agiva il fenomeno dello STAU (piogge bloccate nelle zone esposte alle correnti dal mare sui rilievi messinesi orientali).
Passando alla fase 2 quella centrale del peggioramento, possiamo dire che è stata concentrata tra le ore 22.30 del 6 Novembre e la prima mattina del 7, dove correnti da S-SE ai bassi strati andavano ad impattare le coste ioniche e della Città e parzialmente anche in quella tirreniche grazie a un temporaneo innesco del fenomeno conosciuto come”Alcantara-Agrò“.
In questa fase si sono avute piogge anche intense sospinte da fortissimi venti di groppo che hanno causato anche di qualche danno in Città con la caduta di qualche albero e soprattutto intense mareggiate specie nel tratto tra Galati, Mili, Santa Margherita data la componente più da S-SE.
infatti da giorni rammentavamo come ci fosse la possibilità di danni di forte erosione costiera in queste zone, puntualmente verificatesi con mare fin dentro i garage di alcune delle case di Galati e danni alla costa con S.S. 114 chiusa al traffico per detriti sulla carreggiata a Santa Margherita, tutti prontamente filmati.
Intanto gli accumuli crescevano soprattutto a monte grazie allo “stau” e dove zone come Antillo registravano picchi sopra i 300 mm da inizio peggioramento, mentre sulle coste, complici venti forti o molto forti, la situazione era sotto controllo, con piogge regolate in diverse ore e con rate orari non elevatissimi.
Va detto che il rain/rate orario (intensità di pioggia in lasso di tempo orario), ha avuto nella tarda serata del 6 picchi elevatissimi tra catanese e messinese ionico ma fortunatamente molto brevi, scongiurando piene rapide dei corsi d’acqua come le alluvioni recenti nel messinese che hanno avuto picchi di pioggia che normalmente cade mensilmente o più in pochissime ore, causando tragedie che tutti conosciamo.
Infatti l’intensità di pioggia è stata diluita nel tempo, nelle 4 giornate di pioggia avute tra 4 e 7 soprattutto, dove i seppur grossi accumuli caduti, hanno garantito che la forte ondata di maltempo, seppur con altri grossi danni, si sia mantenuta quanto meno gestibile.
Certo, vedere Galati in questo modo fa rabbrividire, dove da tempo non si è fatto nulla per evitare che le mareggiate distruggessero quel che rimane ormai di una zona disastrata, sperando che in tempo si realizzi qualcosa per evitare l’irreparabile alle prossime forti sciroccate.
Passando alla 3^ e ultima fase finale, quella più incredibile, quella che resterà negli annali degli archivi meteorologici, quella che se da un lato fa emozionare noi tutti appassionati di fenomeni estremi o che suscita timore per quelli meno esperti, possiamo dire che, il messinese non ha avuto problemi grazie al riparo della catena dell’Aspromonte che grazie ai venti da E-NE ha risparmiato la Città e le zone più a nord del messinese ionico da ulteriori danni portati dall‘eccezionale mendicanes TLC mediterraneo (classificato anche dall’ente NOAA in fig. sopra a correndo dell’articolo).
Il ciclone, rarissimo nel Mediterraneo, appartenente alla famiglia degli uragani, (per meno esperti è una sorte di figlio d’essi), ha fatto sobbalzare dalla sedia anche i più esperti e gli appassionati di queste meravigliosa scienza, dove negli annali di meteorologia di queste figure se ne contano in area mediterranea e nel secolo scorso solo 14.
Vedi loop in movimento delle immagini del ciclone TLC fonte 2014 EUMETSAT – elaborazione MSG RAMSAT www.ramsat.it/msg.htm
Infatti per l’eccezionalità dell’evento questo ciclone extra tropicale, con sembianza di piccolo uragano e con venti di tempesta attorno al suo occhio, verrà ricordato a lungo perchè è stato UNICO NEL SUO GENERE, andando perfino ad impattare parzialmente sulle coste tra siracusano e alto catanese, con sradicamento di alberi e fortissime piogge a carattere alluvionale con rate elevati, per fortuna non durato a lungo.
La rarità di questo fenomeno sta più nel fatto della sua pazza traiettoria finale, quella che nessun modello fisico/matematico è riuscito a prevedere e solo in sede di nowcasting, quindi in presa diretta con la sezione satellitare si è potuto seguire appassionatamente per noi dall’esterno e non direttamente interessati, la sua furia distruttiva.
Infatti raffiche di oltre 150 km/h si sono registrate nelle zone isolane del sud Sicilia nel Canale tra Malta, Linosa e in mare, altre di oltre 100 km/h tra catanese e siracusano e la testimonianza fotografica dei danni testimoniano inequivocabilmente la furia degli elementi che lo hanno contraddistinto e annoverato come una delle “poche”tempeste più forti della storia siciliana specie per le zone orientali sicule per questo secolo appena iniziato. (vedi foto sottostante mandata da Marco Manitta nella zona di San Marco nella spiaggia devastata dal passaggio di questo ciclone con alberi abbattuti)
Va ricordato per esempio un ciclone profondo ribattezzato “Lucia” nel 2005 ma quello seppur forte come intensità e accumuli spaventosi finali, non ebbe classificazione di TLC perchè non si isolò e non divenne un sistema a se stante ne tanto meno a cuore caldo.
Infatti sono differenti i processi di trasformazione tra un mendicanes o TLC e una normale forte depressione mediterranea, quindi questo resta comunque nella storia soprattutto per la vicinanza alle coste sicule orientali e la posizione assunta dopo aver percorso un tragitto a “PENDOLO” tra Sud/Ovest siculo, Canale e poi è risalito verso N-NE dopo essersi trovato a Malta.
Le piogge finali per il messinese sono state tutte comprese tra picchi di 100 mm e oltre sulle coste nel versante ionico e anche di oltre 150-200 mm a monte con picchi di oltre 300 mm localmente nella zona di Antillo.
Ecco alcune delle foto dell’evento con le analisi delle mappe che facevano vedere l’arrivo del forte maltempo nel messinese:
Ecco ora delle foto di riepilogo delle criticità avutesi tra Città e aree ioniche:
Ecco infine dei video di questa ondata di maltempo forte, realizzati dal sottoscritto tra Santa Margherita, Galati e la fiumara tra Alì Terme e Nizza in piena. Video che rappresentano dei momenti di forte maltempo racchiusi in dei minuti, dove è espressa la massima intensità dei momenti di pioggia, vento, mare e con danni purtroppo tra l’area di Galati e Santa Margherita per i marosi in entrata da S-SE.
PARTE A (fase iniziale pre/frontale delle piogge forti e la fase tra 6 sera/notte del 7 con la fase di pioggia intensa sotto venti fortissimi di groppo)
PARTE B (fase centro-finale degli eventi 7 pomeriggio con la conta dei danni a Galati e la fiumara in piena tra Alì e Nizza )
PARTE C (fase centro-finale dell’evento tra 7 tarda mattinata e il pomeriggio)
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