Sono state ore davvero turbolente per l’area dello Stretto di Messina così come per gran parte del nostro Paese. Un lobo del vortice polare in azione tra Isole Britanniche ed Europa ha innescato violenti venti ciclonici nel Mediterraneo a causa del divario pressorio, tra Messina e Reggio Calabria l’imponente libecciata di lunedì si è manifestata come vento da ” ostro ” per motivi orografici, assumendo carattere di burrasca. Ben 48 ore di vento tempestoso, in alcuni frangenti anche oltre la soglia dei 100km/h sulla Sicilia tirrenica, hanno arrecato danni e soprattutto tanti disagi, come ad esempio il trasferimento del traffico gommato in città a seguito della chiusura dell’approdo di Tremestieri. Nel frattempo, l’erosione costiera continua ad inghiottire metri della nostra litoranea, ma d’altronde è inverno e la natura fa il suo corso infischiandosene delle infrastrutture dell’uomo.
A corredo alcuni scatti di Enrico di Giacomo durante la burrasca libecciale.

Poi sono giunti i temporali con l’arrivo dell’aria fredda, la quale scalzando l’aria umida, mite e polverosa sahariana, ha generato celle temporalesche intense e grandinigene sulla Sicilia centrale, in trasferimento verso l’area tirrenica, Stretto di Messina e Basso Tirreno.
Adesso che l’atmosfera risulta frizzante e tersa, l’ultimo giorno dell’anno sarà contraddistinto da una spiccata variabilità con piovaschi tra Basso Tirreno, Isole Eolie e Calabria, soprattutto nella prima parte della giornata. Altrove vaste schiarite ed un gran sole sul resto dell’Isola. Venti moderati di ponente ma in calo verso sera, mar Tirreno molto mosso, poco mosso lo Ionio sotto costa.
Il primo giorno dell’anno così come il 2021 esordirà nuovamente in compagnia dello scirocco, in principio debole, poi moderato ed incisivo tra la seconda metà di Venerdì 1 e Sabato 2.
Ad attivare il flusso sciroccale una nuova area depressionaria stavolta in azione tra Corsica e Sardegna, peggioramento alimentato da aria artica che affluisce dal nord Europa e che tracimerà nei giorni a seguire anche verso la Penisola Iberica ed inglobando quasi tutti i Paesi Europei, persino il nord Africa ma lasciando ai margini solo parte del Sud Italia, Balcani e Mediterraneo orientale.
Nuove occasioni piovose e nevose quindi per tante regioni del nostro Paese, in particolar modo per la Sardegna, regioni tirreniche peninsulari, appennino centro/settentrionali e per il Nord con altre repliche di neve in pianura, mentre al lungo termine si profila uno scenario alquanto dinamico e difficile adesso da prevedere.
Se le cose dovessero andare come ipotizzato dai centri di calcolo, si potrebbe verificare un‘intensa sciroccata intorno il 6/7 gennaio, ma si tratta di una tendenza plausibile ma non di previsione, quindi avremo modo e tempo per riparlarne nei prossimi bollettini.

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