L’inverno che non c’è ormai, possiamo dirlo, sta dominando e condizionando pesantemente il clima europeo dove le anomalie che si rinnovano sono pazzesche, ma anche il Italia ed in particolar modo al Nord e sull’arco alpino dove non sanno nemmeno cosa sia l’inverno. Tranne isolate parentesi perturbate di matrice invernale il nostro Paese è stato inglobato da una bolla anticiclonica alimentata da aria sub tropicale difficile da scalfire, tanto che lo zero termico in qualche caso è schizzato abbondantemente oltre i 3 mila metri di quota come accade nella bella stagione. Si sperava in una svolta a Dicembre, poi a Gennaio in occasione della prima discesa artica ed ora a febbraio. Grande delusione per chi scommetteva tutto su questa stagione sciistica. La neve caduta abbondante sull’Etna sta andando via rapidamente lasciando il posto alle pietre e le immagini sono eloquenti. ( foto di Giuseppe Ferrera ).
Mentre altrove le conseguenze sono davvero eclatanti, la Sicilia e l’area dello Stretto rappresenta un’isola felice perchè qui la pioggia c’è stata, a tratti anche abbondante ma la neve che ha interessato i Nebrodi è stata tantissima tale da rifocillare tutti i corsi d’acqua. Al momento un episodio di neve a quote molto basse sui Peloritani c’è stato, ma l’elemento che fa parlare di sè è stato l’assenza cronica di sciroccate e di peggioramenti tipici della fase invernale. Molte giornate anticicloniche nello Stretto hanno fatto ” risvegliare ” il vento cavaliere, quel vento termico che si aziona nelle ore diurne e che interessa tutta la riviera ionica sino a Giardini Naxos. Assistere a questi fatti per giorni prolungati non è da tutti gli inverni dalle nostre parti, anzi tutt’altro. Il detto popolare ” scirocco e pisci stoccu a Messina non mancanu mai “ è stato sonoramente smentito al momento e questo la dice lunga anche sull’opinione della gente normale che non se ne intende sicuramente di meteorologia, anzi soggetti a cedere ai catastrofismi facili che pullulano nel web, forti di queste bizze climatiche. ( Foto di Giuseppe Perrone ).
Detto questo, anche il mese di Febbraio non poteva che iniziare nei peggiori dei modi. L’alta pressione delle Azzorre invierà verso l’Italia altra aria mite che andrà a favonizzare sull’arco alpino e che farà impennare le temperature in quota su valori ancor superiori rispetto quelli registrati. Nei bassi strati tante nebbie e foschie sul mare, anche in prossimità della Sicilia specie nel Basso Tirreno e piane interne. Ancora mitezza nello Stretto e ventilazione locale da nord, mentre sui Peloritani si rinnoveranno i classici annuvolamenti cumuliformi del bel tempo. Per fortuna questo scempio climatico si concluderà gradualmente ad iniziare da Giovedì 3 al Nord e poi al centro con il cedimento dell’alta pressione e l’ingresso di aria fredda nord atlantica con annesse piogge e venti intensi sul Tirreno. Venerdì il fronte nuvoloso e l’aria fredda avrà raggiunto anche la Sicilia, più penalizzato il versante tirrenico dell’Isola con venti sostenuti, mare molto mosso e precipitazioni occasionali. Anche in questo caso si tratterà di un passaggio rapido e fugace in quanto migliorerà nel weekend in attesa di altre perturbazioni atlantiche più organizzate .Le tendenze a lungo termine ipotizzano un periodo molto dinamico per l’arrivo di saccature atlantiche verso il Mediterraneo. Probabilmente potrebbero tornare le sciroccate nello Stretto e tutti gli elementi tipici dei peggioramenti oceanici e chissà la genesi di depressioni nord africane. Ricordiamo che il mese di Febbraio rappresenta per la Sicilia un periodo altamente instabile ed anche rigido. Considerando il l’elevato tasso temporale vi consigliamo di seguire i prossimi aggiornamenti. ( a corredo la pappa GFS che ritrae la possibile genesi di pressioni afro-mediterranee. Foto di copertina di Pippo Russo)
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