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La bordata gelida dai Balcani non è passata inosservata nemmeno nell’area dello Stretto di Messina, anzi proprio in quest’angolo ristretto del meridione dove i fenomeni dovevano essere blandi e fugaci si sono susseguiti una serie di temporali di neve, tipici proprio per i tuoni fragorosi e cupi i quali hanno turbato il sonno di molti messinesi. Proprio i cumulonembi sono stati capaci di far riversare in breve tempo l’aria fredda in quota verso i bassi strati sotto forma di breve grandinate o gragnolate alternati a rovesci intensi, tanto che in alcuni quartieri della città addirittura i tetti e le strade si erano tinti di bianco come già accaduto nel corso di questo incredibile inverno. Riguardo l’azione temporalesca, pensate che intorno alle ore 23,00 di martedì sera Torre Faro segnava ben 11°C  contro i 6,5 °C  di Santa Margherita a livello del mare ed 8 °C di Messina centro, un valore notevolissimo e raro quello della riviera sud per l’otto di aprile dalle nostre parti. Quando si verifica l’ingresso del nocciolo gelido a tutte le quote ed in modo incisivo capita di avere temporali, cosa che non è accaduta ad esempio lo scorso 9 febbraio quando furono chiuse le scuole a Messina per scopo precauzionale proprio per rischio neve. L’assenza di temporali fu determinante quel giorno per la mancata seconda nevicata nello Stretto dopo quella epocale del 31 dicembre 2014, ma proprio i temporali rappresentano delle vere e proprie macchine perfette per far compiere certi “ miracoli bianchi ” alle nostre latitudini, ovviamente con le giuste isoterme sia a 850 hpa ma soprattutto a 500 hpa.  Per qualche sito ogni ondata di gelo è stata epocale, ma ribadiamo che di epocale c’è stato solo l’evento del 31 dicembre scorso proprio per la sua estensione e per la carenza di temporali, unitamente ad una condizione unica e rara che è coincisa anche con l’assenza del vento e la disposizione momentanea delle correnti a maestrale nel momento a noi favorevole. Eventi questi assolutamente unici non a caso con tempi di ritorno lunghissimi. A corredo uno scatto realizzato da Elisabetta Favaloro nella riviera di Sant’Agata. Immagine di copertina di Antonio Russo.

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Detto questo, l’atmosfera adesso tenderà a stabilizzarsi nettamente grazie l’espansione dell’alta pressione al centro del Mediterraneo. Essa sembrerebbe farci compagnia anche per tutta la prossima settimana, anzi le temperature dovrebbero ulteriormente salire in quota grazie al contributo sub tropicale ma con rischio di scirocco e velature nord africane (16-19 aprile ). Questa teoria è stata formulata dal modello americano GFS ma non tutto trova conferma in quello britannico ECMWF che intravede possibili infiltrazioni fresche balcaniche a metà della prossima settimana. Insomma, questo lascia dedurre che non sempre l’alta pressione è indice di tempo stabile e duraturo ovunque, quindi prendiamoci ciò che di buono ci manda Madre Natura ed approfittiamo delle belle giornate imminenti. Attenzione tuttavia agli sbalzi termici in quanto i mari appaiono particolarmente freddi e le brezze marine faranno percepire al nostro organismo molto fresco in riva al mare, sia di giorno ma soprattutto di sera. Nota positiva le temperature massime torneranno gradualmente in linea con le medie stagionali ed il Tirreno tornerà quiete dopo la burrasca gelida di tramontana delle ultime ore.

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