Per chi risiede nel settore nord dello Stretto di Messina, segnatamente a Ganzirri e Torre Faro, ha dovuto trascorrere questi giorni serrato in casa dovendo chiudere porte e finestre come fosse in navigazione, tra salsedine, schiuma e venti tempestosi.
Un tormento infinito che ha impedito ogni attività all’aperto, in primis indubbiamente la pesca locale tale che le barche hanno dovuto trovare ricoveri di fortuna e massima attenzione per via di una mareggiata che nel corso del pomeriggio domenicale, si era fatta alquanto insidiosa lungo la riviera.
Foto di Antonio Aloisi

Lo scirocco è un vento tipico della primavera in riva allo Stretto di Messina, spesso annunciatore di piogge e di maltempo al suo cessare, in altri casi non nell’immediato dato che il maltempo adesso sta privilegiando il Nord Italia e sul medio/alto Tirreno, mentre dalle nostre parti solo tanto pulviscolo sahariano, nubi nord africane e pioviggini fangose.
E’ quanto accadrà ancora nelle prossime ore per la persistenza di un flusso nord africano che dalle coste libiche e tunisine pilotera verso la nostra regione molte nubi ed anche locali cumulonembi a base alta, forieri di fugaci piovaschi od acquazzoni ma carichi di polvere desertica, per la gioia dei lavaggisti che avranno tanto lavoro a disposizione.
Fortunatamente, tale condizione meto climatica è destinata a mutare nel corso della settimana per l’arrivo di masse d’aria più fresche ed instabili di matrice oceanica, tale che tra mercoledì e giovedì 27 marzo il Centro/Sud, Sicilia compresa, sarà la sede di un’area depressionaria che favorirà il ritorno delle piogge, della neve in quota sull’Etna e di generali condizioni atmosferiche normali, tipiche del mese di marzo.

Finalmente tornerebbe a piovere anche sul nord Sicilia, quest’ultima area recentemente penalizzata dalle correnti calde e torride di favonio, peraltro dopo un periodo non propriamente favorevole alle piogge per il settore tirrenico.
Ovviamente, i venti si disporranno di ponente e maestrale, riportando anche condizioni meteo marine avverse sempre da giovedì a seguire.

Le tendenze a lungo termine suggeriscono ancora dinamicità atmosferica e stabilità compromessa, per via di probabili impulsi instabili dal nord Europa che potrebbero puntare l’arco alpino e tracimare sul Mediterraneo, ma di questo avremo modo e tempo di riparlarne nei prossimi bollettini.
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