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Siamo ancora nella prima decade di marzo, quando statisticamente il clima può manifestare ancora il suo carattere pienamente invernale. Tuttavia, non possiamo non spingerci avanti attraverso i principali modelli di calcolo per capire se la primavera tarderà il suo ingresso nello Stretto di Messina o si farà desiderare ad oltranza. Ricordiamo che già la primavera meteorologica è iniziata dal primo del mese, mentre si aspetta la data astronomica nonchè l’equinozio di primavera per dichiarare definitivamente la fine della stagione invernale in corso, almeno sulla carta.

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Purtroppo i modelli matematici al momento non sono del tutto chiari, anzi possiamo anticipare che la posizione anomala dell’alta pressione sul Nord Europa causerà il continuo afflusso di aria fredda continentale in modo retrogrado verso il Mediterraneo, motivo per cui il versante Adriatico ed il Sud vedrà temperature di qualche punto sotto media ed instabilità atmosferica che si rinnova. Generalmente, tali masse d’aria fredda con movimento retrogrado possono avere risvolti del tutto imprevedibili, nel senso che potrebbero favorire la successiva genesi di depressioni a ridosso della penisola Iberica, alimentando pertanto una conseguente ventilazione sciroccale all’estremo sud, quindi clima più mite ma molto umido ed anch’esso instabile. Nel contempo, l‘Africa inizia a scaldarsi ed a scaldare i motori nel cuore del deserto del Sahara e questo non può che contribuire nell’enfatizzare ipotetiche depressioni mediterranee innescate proprio da aria fredda che giunge dal Continente. Staremo pertanto a vedere, ma per l’inizio della primavera, quella vera e duratura che tutti i messinesi desiderano, si richiede la presenza di una bella cella alto-pressoria al centro del Mediterraneo, cosa che al momento non accadrà.

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