La città dello Stretto conferma ancora una volta il trend degli ultimi anni, affermandosi tra le città costiere più piovose del Mediterraneo. I Peloritani mostrano chiari cenni di dissesto geomorfologico ben visibili attraverso le innumerevoli colate di fango, caduta di massi e movimenti franosi che in qualche caso hanno destato non poca preoccupazione per l’incolumità pubblica. Esaminiamo ora i dati pluviometrici relativi al pluviometro piazzato da sottoscritto nei pressi del viale Umberto, a due passi dallo svincolo del Boccetta.
Dicembre 293mm
Gennaio 233mm
Febbraio 113mm ( accumulo provvisorio )
Negli ultimi 3 mesi di riferimento sono caduti in totale ben 639mm, una quantità d’acqua pazzesca se pensiamo che in Sicilia sud occidentale cadono a malapena 350/400mm annui e nello Stretto di Messina circa 850/900mm sempre in un anno. Una cascata d’acqua impressionante che ha messo più volte in tilt la città ed il territorio comunale che si trova in serie difficoltà economiche e non riesce a garantire una tutela del territorio, ad iniziare dal centro storico che si trasforma in una laguna veneta quando vi è acqua alta. Come non citare le buche e le voragini, ormai divenute storiche tanto che hanno anche un nome e la corsia tranviaria che si trasforma in un canale adatto a fare canottaggio. A Messina è diventato difficoltoso anche praticare sport, visto che tutte le palestre ed i palazzetti comunali fanno letteralmente acqua da tutte le parti, tanto da dover rinviare parecchie partite a causa dell’impraticabilità del campo ( al coperto ). Ci auguriamo pertanto che il tempo sia più clemente in futuro e che l’amministrazione comunale non tratti i messinesi più come pesci rossi ma come cittadini italiani degni di un Paese civile che paga le tasse. 
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