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La tempesta mediterranea Gabri che ha interessato la nostra regione lo scorso venerdì 17, entrerà certamente nell’elenco dei fenomeni meteorologici più importanti degli ultimi anni per la Sicilia. Basti pensare che per trovare un giorno più piovoso di ieri bisogna tornare indietro al 25 marzo 2020, il giorno che salvò dalla crisi idrica il seguito di quell’intera annata, iniziata con due mesi asciutti come mai era stato rilevato in precedenza.
Sulle serie SIAS 2002-2024 quello di ieri risulta per la media regionale il 10° giorno più piovoso di tutto il periodo.

Mappa e dati fonte SIAS

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Tanta pioggia dunque per la nostra Sicilia, non solo stavolta per le aree ioniche o settentrionali, ma anche per le aree interne e per la piana di Catania, mentre la neve che si è tramutata in pioggia in quota sull’Etna per via del richiamo sciroccale, ha causato una piena del fiume Alcantara come non accadeva da tempo.

Come detto, il maltempo in questione, se trattasi di pioggia o neve, risulta certamente una buona notizia per rifocillare falde acquifere, torrenti ed invasi, ma purtroppo il profondo minimo depressionario ha innescato venti di tempesta in pieno Ionio ed una mareggiata che ha seminato danni e distruzione.

Sul nostro versante Ionico non possiamo non soffermarci sul tratto di lungomare del Comune di Santa Teresa di Riva, totalmente devastazo e sventrato nel suo tratto meridionale per danni di svariati milioni di euro, mentre risalendo verso lo Stretto di Messina, altri problemi si riscontrano un pò ovunque e segnatamente nel solito tratto di Galati Marina, dove necessitano ulteriori interventi.

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Purtroppo, questi scenari sono frutto certamente dei cambiamenti climatici che generano fasi di maltempo ed eventi di magnitudo decisamente di forte entità, mentre d’altro canto l’uomo sta a guardare, totalmente impreparato a fronteggiare simili fenomeni, responsabile anche di aver causato soprusi e scempi ambientali sia a mare che a monte.

Serviranno scelte oculate in futuro che tengano conto di tanti elementi, in primis le cause che hanno prodotto l’erosione costiera ed a monte il rischio geomorfologico ed idraulico, al fine di tentare di mitigare un trend destinato a compromettere tutte le strutture antropiche costruite in passato, poco efficaci ed adesso non più idonei a fronteggiare la forza della natura e la crisi climatica.

Detto questo, tornando a parlare di previsioni meteorologiche, il peggio è alle spalle e la depressione denominata ” Gabri “adesso si trova in fase di colmamento tra Sardegna e la Corsica.

L’inizio di settimana sarà caratterizzato da nuvolosità irregolare ed ancora possibili acquazzoni sparsi, specie nelle ore pomeridiane, mentre la ventilazione cesserà di provenire dai quadranti meridionali, per disporsi da debolmente da occidente.

Le tendenze a medio/lungo termine indicano un periodo nettamente più stabile sul Mediterraneo per l’instaurarsi di un regime ” zonale “, quindi correnti che giungono dall’Atlantico nettamente più miti mentre le perturbazioni scorreranno a nord delle Alpi e difficilmente si insinueranno verso le nostre latitudini, per un’ultima decade del mese decisamente non rigido per il mese di gennaio.

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