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Sono state ore molto difficili per tutto il Sud Italia, nessuno escluso. Da giorni avevamo annunciato l’arrivo di una possente irruzione polare d’estrazione continentale tale da scomodare tante altre irruzioni storiche simili che hanno lasciato il segno dalle nostre parti e così è stato. Purtroppo, le comunità montane si trovano in piena emergenza a causa del gelo e delle metrate di neve che condizionano pesantemente la vita di chi ci vive. In particolar modo siamo vicini alle persone anziane che in queste ore si trovano rinchiusi in casa, senza acqua per via delle condutture gelate, quindi senza riscaldamenti, in qualche caso soli anche se assistiti dai volontari che da ore si stanno prodigando per far pervenire anche beni di prima necessità e farmaci. Emergenza vuol dire straordinarietà, ossia un evento non di ordinaria amministrazione che merita tanto lavoro, soprattutto preventivo al fine di evitare poi l’insorgere di situazioni conseguenziali al limite della risoluzione come in questo caso, quando interi comuni si ritrovano isolati e sommersi dalla neve. Bisogna asserire, comunque, che per quanto un comune possa allertare la popolazione, la nostra Regione si trova assolutamente impreparata già ad affrontare una normale giornata di pioggia figuriamoci un evento di gelo e neve di forte entità. Una Regione che pagava operatori spazzaneve a Palermo in pieno mese estivo di giugno la dice lunga sulla serietà e competenze messe sul campo. La dice lunga anche lo scenario che avevamo prontamente pronosticato sulla rete autostradale, gli incidenti a catena in occasione delle nevicate ma soprattutto l‘inefficienza nel saper programmare con largo anticipo interventi mirati con spargisale nei tratti più elevati, come nel viadotto Telegrafo e su  gran parte della tratta Messina- Catania. Molte persone sono rimaste imbottigliate per ore senza avere notizie, altre hanno dovuto percorrere lunghe tratte dalla Statale 114, altri invece hanno riscontrato disavventure  perdendo Pullman di linea, voli aerei e quant’altro. Insomma, una realtà fedele ai nostri bollettini da più giorni emanati e rinnovati ma che qualcuno, ed oserei asserire più di qualcuno in questa città, ha recepito gli avvisi meteo in malo modo solo al fine di poter fare un pupazzo di neve nel proprio balcone di casa. Chi non ha potuto fare una scultura memorabile con la neve nel proprio pianerottolo ha gridato al grande flop, mancando di rispetto a tutte quelle persone che ancora non riescono a muoversi da casa e sono tante nella nostra provincia tanto che si è costretti a chiedere l’auto dell’Esercito Italiano. La stessa persona poi domani si lamenterà del freddo nel proprio ufficio o nella classe del figlio, lamentandosi dei riscaldamenti assenti nelle scuole e con il mondo intero. A corredo una foto di Cesarò di Luca Leanza e di Montalbano Elicona in piena emergenza.

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Personalmente ho letto status sui social network ironici riguardo l’arrivo presunta della neve, purtroppo anche ad opera di ” giornalisti locali ” che curano quotidiani e questo è davvero molto triste oltre che inquietante. Nessuna polemica, ognuno fa il suo lavoro in questa città ma farlo da casa propria magari accanto un termosifone in funzione è fin troppo facile. Ci dispiace profondamente se Piazza Cairoli non sia diventata Cortina D’Ampezzo. A corredo alcune foto a dir poco strepitose scattate a Piazza Cairoli ad opera di Janos Nunnari.

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Detto questo, la neve su Messina città è un evento meteo sorvolabile sotto il profilo scrupoloso del divertimento, bensì un fenomeno importante specie se accompagnato da temperature che rasentano lo zero anche a livello del mare, cosa che è avvenuta su tutta la rete autostradale, mentre le strade provinciali sono state letteralmente messe ko da ghiaccio e neve. Attenzione. Nonostante l’evento un po’ deludente per le precipitazioni nevose a Messina, potrebbe essere in bilico il record di temperatura massima minima degli ultimi 90 anni.  Infatti giorno 7 gennaio 2017, la massima in città non ha superato i 4,5°C. Il record storico è di 4,4°C del 14 gennaio 1968, piazzandosi al terzo posto, dopo il 4,4°C del 1968 e un 4,6°C del 1963. Cosa diversa nel versante ionico messinese in spiaggia dove l’evento ha assunta davvero connotati epocali con bufere di neve tutto il giorno da Alì Terme a Giardini Naxos, dove le massime non hanno superato +1° al livello del mare, affondando Taormina, la perla dello Ionio.  La neve comunque ha fatto un’apparizione importante durante la sera del 6 gennaio con particolare intensità nel settore centro/sud e pedemontano della città innescando tamponamenti a catena ed incidenti autonomi. Le precipitazioni poi hanno assunto carattere intermittente ed irregolare per 3 giorni impedendo accumuli apprezzabili in centro per via della furiosa tramontana, contrariamente al settore ionico.

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Detto questo, l’emergenza ancora non si può ritenere affatto rientrata in quanto le temperature resteranno alquanto rigide, anzi vi sarà una recrudescenza del freddo in quota nelle prossime ore con valori di -5/-7 °C ad una quota riferita di 1500m fino alle prime ore di Martedì 10. Per tali motivi le precipitazioni potrebbero risultare ancora nevose a quote collinari, sperando che la nuova neve non complichi le operazioni nelle aree già pesantemente colpite anche se non ci attendiamo accumuli cospiqui. Per tali motivi si rinnova il pericolo ghiaccio nelle aree di collina innevate, motivo per il quale chi si dovrà mettere in viaggio dovrà farlo munite di catene a bordo. Tanto freddo ancora anche a livello del mare con la possibilità di vedere sporadiche sfiocchettate/gragnolate a bassa quota a cavallo della sera/notte di Lunedì 9 anche se occasionali ed irregolari. Si segnala tanta neve in arrivo tra martedì e mercoledì sul versante est dell’Etna oltre i 1200m di quota salvo sorprese e tanta pioggia a bassa quota nei suddetti versanti esposti alle correnti di levante, in un contesto pienamente invernale come non si vedeva da tempo.