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E’ autunno meteorologico dal primo giorno di settembre, lo è dal punto di vista astronomico da qualche settimana ma il clima fa di testa sua. Su questo ormai siamo tutti d’accordo visto che ancora si può tranquillamente andare al mare, fare un bagno quando le condizioni lo permettono, ci si può abbronzare ancora alla grande visto il tepore dei raggi solari, il tutto consentito dalle temperature superficiali del nostro Mediterraneo assolutamente balneabili. Nel contempo non sono mancati e non mancheranno dei peggioramenti atmosferici di stampo autunnale con piogge e temporali, anzi per fortuna il mese di settembre ha registrato un netto surplus idrico nella nostra provincia tale che la stagione dei funghi sta andando a gonfie vele sia sui Nebrodi che Peloritani, a breve anche la raccolta delle castagne in sintonia con la stagione autunnale in corso.

Tuttavia siamo sempre in Sicilia, in una fascia dove la latitudine consente di permetterci ancora certi lussi nel cuore dell’autunno ma è pur vero che ottobre sa mostrale, se vuole e speriamo sempre di no, il suo lato più violento con fenomeni che potrebbero rivelarsi potenzialmente pericolosi per la sicurezza dei cittadini, visto e considerato che viviamo in una Regione martoriata dal disordine edilizio, maleducazione ambientale, incuria ed abusivismo. Pochi giorni fa abbiamo commemorato la tragica alluvione di Giampilieri, ancora messe, cerimonie, passerelle politiche del momento ma nella sostanza possiamo affermarlo, quelle vittime non sono servite probabilmente a nulla.15

Non perdiamo di vista il grave problema che condizionerà sempre la serenità dei messinesi e dei commercianti, ossia quell’acquedotto da sostituire e rifare ubicato su una collina in procinto di franare in più punti, oltre alla buona sorte che occorre per tenere a bada molti altri versanti che incombono su strade, autostrade e centri abitati. Non perdiamo di vista l’ansia che può avere ogni mattina un pendolare nel percorrere l’autostrada A 20 tra le vallate Peloritane e gli slamom tra frane recenti e storiche, come quella che occulta la corsia Nord/Sud all’altezza di Letojanni. Non perdiamo di vista neanche la rete ferroviaria, i mancati investimenti da parte di privati spaventati da queste problematiche e le promesse elettorali senza cognizioni di causa e rispetto per chi ha perso tutto durante un temporale, un lavoro ed una casa. Per tali motivi, se per un giorno le previsioni del tempo fanno cilecca tale che invece di esserci un temporale si registra un bel sole, non lamentiamoci ma ringraziamo il buon Dio. Anzi proprio noi abitanti di questa sfortunata terra, speriamo sempre da oggi in avanti che i nostri santi protettori ci guardino da lassù e che i meteorologi continuino a fare cilecca sulle previsioni giornaliere ed i climatologi sulle previsioni stagionali, dato che sulla politica non possiamo confidare visto la cruda realtà.

14516411_10209299129029089_2232387966078685066_nRiguardo la città di Messina che dire, anzi cosa non dire visto e considerato che in questi ultimi anni poche cose sono cambiate e ciò che sta cambiando lo si sta facendo grazie al lavoro di quei pochi professionisti che ancora ad oggi tentano di dare un contributo per la sicurezza di questa città. Al di là dei colori politici ci piacerebbe assistere a future campagne elettorali fondate su punti ben precisi, quali la sicurezza del territorio, la salvaguardia ma soprattutto la cosa più importante, la progettazione futura e la prevenzione. Dare voce e spazio ai professionisti ed organi collegiali, ai movimenti spontanei, associazioni ed ai cittadini dei quartieri più svantaggiati, individuare finanziamenti con progetti seri senza interessi personali e vigilanza seria sul territorio, sono cose fattibili ma che qui non hanno mai trovato accoglimento. Dire di No per la prima volta in una concessione edilizia o per un rinnovo, preparare letterine di esproprio per liberare arenili, torrenti, accessi al mare ed a terreni demaniali sottratti dovrebbe essere uno dei punti salienti di una campagna elettorale che sa di rivoluzione nel vero senso della parola. Messina è una splendida città ma strana da questo punto di vista, dove vogliamo ricordiamo quello che vogliamo ma che rimuoviamo incredibilmente un passato che ha condizionato la nostra vita, quella dei nostri figli e quella che verrà, dove la sicurezza è un optional, proprio qui dove sussistono praticamente tutti i rischi possibili ed immaginabili.14222362_893661677430787_2942262780353952156_n

E’ incredibile che in una città che vanta Università e corsi universitari/ facoltà importanti e prestigiosi come quella di ingegneria, giusto per fare un esempio, si allaghi perchè l’acqua piovana da monte non trova sbocco verso mare. Non possiamo pretendere il 30 e lode dai nostri studenti se la corsia del tram si inonda con soli 10mm di pioggia in pochi minuti, nè possiamo formare ottimi giudici o avvocati se in 100 anni mai di nessuno è la colpa. Non possiamo neanche pretendere il 30 e lode da un agronomo se un albero casca autonomamente senza vento. Ed allora viva le previsioni errate, viva il sole tutto l’anno, viva le perturbazioni che transitano lontane dalla Sicilia, sperando sempre di non ustionarci troppo.

 

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