161718gennaio2016

228357_10200167491977921_1905266402_nDopo giorni di silenzio, voluto appositamente dal sottoscritto per non prendere in giro nessuno e senza scopo di clic inutili, torno ad aggiornare la situazione meteorologica per quanto concerne il messinese con riflessi anche sulle zone sicule.

Ebbene, le analisi dei modelli matematici ci suggeriscono che i divari stanno per essere colmati, con le discrepanze che stanno finalmente assottigliandosi e dove fino a ieri c’era una netta divergenza tra europei e americano GFS.

Ad oggi è vero che il modello americano ha fatto passi verso gli europei, occidentalizzando il suo asse di entrata del freddo con una tenuta del blocco maggiormente rispetto a quanto espresso fino al suo ultimo run di ieri notte, ma non ha fatto passi avanti verso la durata dell’ondata di freddo.

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In sostanza si sta venendo a creare una “media modellistica” tra asse e durata del blocco atlantico tra i modelli europei e quello americano, dove fino a ieri i vari UKMO-ECMWF o anche il canadese GEM prevedevano scenari da BIG SNOW prolungati mentre l’americano GFS è rimasto sempre cauto non proponendovi mai un solo run che portasse l’onda di “freddo nevoso”oltre un tot di tempo.

In effetti era immaginabile che non potesse realizzarsi una tenuta di un blocco di 72 ore e passa con nuclei gelidi nevosi che perdurassero così tanto tempo, la Sicilia è pur sempre un’isola felicemente più mite del Mediterraneo rispetto alla Russia.

Questa è la media ENS ECMWF di stamattina nel run 00 utc e valevole per le ore 00 utc del 18, notevole ma non estrema come i giorni scorsi:

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Ciò non toglie che l’ondata di freddo in arrivo giorno 16 Gennaio porterà un crollo termico, neve sui rilievi a quote che presumibilmente si attesteranno a quote significative, ma andiamo con ordine e vediamo fin dove è possibile tracciare la prima previsione che al  momento risulta più attendibile.

La fiondata nordica artica giorno 15 penetrerà da nord verso le zone Centro/Settentrionali italiane e da li evolverà rapidamente entro la giornata successiva alla conquista del meridione.

Questa produrrà un peggioramento a carattere freddo accompagnata da venti forti di Tramontana e Maestrale, i quali umidificandosi a contatto con le più miti acquee del basso Tirreno faranno accendere forti contrasti atmosferici.

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Intanto si costruirà una Ionio-greco/Low (con valori pressori attorno ai 1000 hpa o mb), area di bassa pressione che farà girare in senso anti orario i corpi nuvolosi attorno al centro situato in media modellistica nella zona dell’Albania e Grecia, portando un serio raffreddamento fin verso le zone messinesi e sicule.

Dalla tarda mattinata ma ancor più dal pomeriggio di sabato dunque si assisterà a un calo progressivo della quota dello zero termico che entro la tarda serata di porterebbe attorno ai 1000-1100 mt e in concomitanza dei fenomeni la quota neve con accumulo potremmo già trovarla sotto gli 7-800 mt di altezza.

In questo frangente saranno possibili anche rovesci o temporali di neve con contrasti termici nel basso versante tirrenico e il classico fenomeno del “Tirreno Effect” con un carica e scarica di fenomeni e locali grandinate non escluse.

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Ma sarà la giornata seguente dove il massimo inasprimento del freddo, in concomitanza con i nuclei più freddi alle varie quote altimetriche, produrrà i suoi massimi effetti sulla Sicilia e quindi anche nel messinese.

Infatti da una visione modellistica in media si evince come la quota neve potrebbe calare repentinamente verso le aree collinari entro la tarda mattinata di domenica 17, ammantando per bene i Peloritani da Dinnammare fin verso i sobborghi alto collinari attorno ai 500 mt di altezza.

Ma sarà verso il tardo pomeriggio e la serata di domenica che potremmo avere il picco del freddo coincidente con la massima penetrazione dei nuclei gelidi in quota, dove un nocciolo molto freddo di con isoterme di -35°C a meno di 5000 mt di altezza potrebbe lambire il settore eoliano e il centro-nord siculo, messinese compreso.

Se tale situazione verrà supportata anche da isoterme a quote più basse stimate oggi in media con valori di almeno -3;-4°C a meno di 1500 mt di altezza, potremmo trovarci di fronte ad un’ottima invernata con fenomenologia di puro stato nevoso che prenderà possesso nella scena messinese ammantando la Città fin verso i suoi sobborghi più bassi attorno ai 200-300 mt s.l.m.

In tal frangente la Città potrà sperimentare temperature minime che toccherebbero i +2°C;+3°C in concomitanza dei fenomeni, più questi saranno intensi e maggiore sarà la penetrazione dell’aria fredda che sarà anche in parte continentalizzata provenendo dai vicini Balcani, aree dove ci sarà la massima espressione del gelo.

A differenza di condizioni artiche, l’aria continentale più pesante scende più velocemente al suolo anche senza fenomeni di rilievo, dunque potremmo trovarci di fronte anche a sorprese bianche localmente a ridosso delle zone cittadine qualora i fenomeni risultassero più intensi durante alcune fasi.

Sarà neve anche in Città replicando anche a soli 12 mesi e qualche giorno il mitico 30 notte e 31 Dicembre 2014?

E’ ancora è presto per dirlo, ma la quotazione che questo avvenga è al momento meno probabile per alcuni fattori che dovrebbero coincidere e soprattutto visto che questa ondata di freddo appare meno estrema rispetto a quella, dove il 31 Dicembre 2014 entrarono isoterme anche con valori di -10°C a 850hpa  nel messinese (appena sotto i 1500 mt di altezza).

Dunque il freddo potrebbe essere intenso e la neve ammantare le nostre basse colline, con cadute di graupel fino alle spiagge, quindi neve tonda non a fiocchi fin verso le zone pianeggianti la tarda sera domenicale, ma la vera neve quella svolazzante con accumulo al momento è ancora in forse.

Una cosa però è certa, il ritorno in grande stile del vero Inverno nello Stretto e fin verso le aree siciliane che con molta probabilità ammanterà le zone etnee a quota di bassa collina, tutto il settore centro settentrionale siculo e i relativi Comuni fin verso le quote indicate.

Mai dire a inizio Gennaio che la Stagione fredda è finita, questa sarà l’ennesima dimostrazione che la natura fa ciò che vuole e che se ama seguire la via delle miti zone mediterranee lo fa tranquillamente senza crearsi troppi scrupoli.

Un’ultima annotazione:

Vista ancora la discrepanza per la giornata successiva del 18 lunedì vi rimandiamo ai prossimi articoli, dove il tutto dipenderà dalla durata di un blocco atlantico appena a ovest dell’italia.

Se esso sarà un tantino più forte potremmo assistere a una maggior durata e intensità di questa prima e intensa ondata di freddo che ci interesserà.

Ai prossimi aggiornamenti, non perdeteli.