Novembre è il mese dell’Atlantico per eccellenza per il clima italiano. Non a caso le più cruente fasi alluvionali al centro/nord ed in particolar modo in Liguria e Piemonte si sono verificate in questo periodo dell’anno, ma la concomitanza di alcuni fattori recenti quali il riscaldamento del mar Tirreno e la persistenza di configurazioni pericolose, unitamente a 20 anni e più di cattiva politica territoriale e carenza di prevenzione, hanno contribuito ai recenti disastri che tutti ormai abbiamo tristemente commentato se non patiti sulla propria pelle.
Mentre su facebook i disastri climatici sono diventati fonte di affari tra click e condivisioni che poi si riconducono a pagine sponsorizzate o siti internet, i meteorologi hanno a che fare con le previsioni meteo e non è mai bello annunciare nuove temibili perturbazioni atlantiche foriere di altri nubifragi sempre sulle medesime zone già martoriate. Mentre gli addetti ai lavori che stilano previsioni meteo lavorano unitamente ai tecnici di protezione civile per stilare le allerte valide per ogni singola Regione, c’è sempre gente che sui social network gode se in occasione di un codice rosso emanato splende il sole e non cade una sola goccia d’acqua, mentre in tempo reale si aprono voragini in Liguria e vengono giù ponti e nella peggiore delle ipotesi si perde tutto anche in termini di vite umane. E mentre sempre quelle stesse persone che da casa godono per un giorno di vacanza per scuole o uffici chiusi, vi sono politici nelle varie trasmissioni televisive che fanno scarica barile su chi prima si sia insidiato e bla bla bla. Questa è l’Italia, quella che scivola a valle in un fiume di fango dove nulla è più riconoscibile, l’immagine di un Paese fatta di persone che lavorano seriamente e che ottengono quel poco con immenso sacrificio infangate da gente che specula e rovina il territorio in cui vive per interessi personali. Pensate che ci sono sindaci ad oggi che non sanno nemmeno leggere un bollettino meteo e che delegano questo compito, a pagamento ovviamente, ad altre che non fanno altro che interpretare un messaggio proveniente dalla sala operativa. Ci sono Presidenti di Province che sono all’oscuro di tutto, sui lavori in corso, sugli interventi fatti o da effettuare, come se questo sia competenza di una singola persona che poi in caso di disastri querelata o crocifissa.
Detto questo, il nostro sguardo adesso è rivolto su quello che i principali modelli matematici propongono per i giorni a venire e certamente ad oggi esiste una certa confusione modellistica. Nel breve termine sarà senza dubbio l’alta pressione protagonista del clima in Italia, merito un affondo della corrente a getto ad ovest del Portogallo che farà risalire un campo anticiclonico sormontato da aria mite. Finalmente splenderà un pò di sole ovunque e le temperature saranno anche assai gradevoli per il periodo. Successivamente esistono due dubbi principali che potrebbero condizionare il clima in sede mediterranea: l’evoluzione della goccia fredda dal marocco verso est e l’aggancio di una circolazione depressionaria alimentata da aria fredda in discesa dal centro Europa. Proprio nei prossimi giorni assisteremo ad un certo raffreddamento nei bassi strati nei Paesi dell’Est ed il primo freddo vagare per l’Europa pronta ad essere “aspirata” da ciclogenesi mediterranee, sempre che l’Altantico non torni a fare la voce grossa con nuovi affondi e quindi la distruzione del cuscinetto freddo in costruzione a nord ed a est. Ecco il motivo per cui anche nello Stretto di Messina si registra un’alternanza frenetica tra correnti sciroccali e correnti nordiche, un andamento climatico alquanto confuso a differenza delle sciroccate, queste tipiche del mese in corso. Insomma, la fabbrica del gelo sembra ingranare alla grande alle alte latitudini ma ancora i segnali per un inverno gelido europeo sono alquanto minimi, cosa contraria in America dove si profila ben altro scenario. Certamente il quadro cambierà radicalmente nei prossimi giorni per cui vi consigliamo di seguire i prossimi aggiornamenti.

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