I locali degli edifici scolastici ( aule/uffici/palestre) spesso non presentano temperature e soprattutto tassi di umidità ottimali: sono troppo caldi o troppo freddi e sovente male aerati.
Spesso inoltre, nello stesso edificio, troviamo temperature diverse tra un ambiente e l’altro a causa della presenza di grandi superfici vetrate e bruschi cambiamenti di temperatura passando da un’aula all’altra e lungo i corridoi e scale.
Altre problematiche sono legate alla carenza di manutenzione degli impianti, alla totale assenza degli stessi, ma soprattutto alla scarsa manutenzione degli infissi. In tutti questi casi si prefigura l’impossibilità di gestire la temperatura nelle singole aule in modo autonomo, oltre al sovraffollamento delle stesse. Proprio per quest’ultimo motivo non è sempre rispettato il corretto rapporto tra cubatura e numero degli studenti, le condizioni qualitative dell’aria degenerano con il passare delle ore ed i locali si surriscaldano in qualche caso, determinando spesso l’abitudine di aprire le finestre causando drastici sbalzi di temperatura. Mettete anche in conto che proprio in questo periodo se registra il picco del virus influenzale ed il gioco è fatto, sia per gli studenti che per i docenti.
Come stabilito dal D. Lgs. 81/08 e ss.mm.ii, per i mesi estivi la temperatura dell’aria consigliata va da 24° e 27° C e per i mesi invernali la temperatura varia da 18 a 22 °C ( con lo scarto di 1 C° in entrambi i casi ).
L’umidità relativa può attestarsi tra il 45 ed il 70 % se non oltre. Per evitare sbalzi termici eccessivi e dannosi alla salute degli studenti e del personale scolastico, la differenza tra la temperatura interna e quella esterna non dovrebbe essere mai maggiore di + 7 °C. Questo dice la legge anche se bisogna specificare che tutti questi valori espressi dal D.Lgs 81/08 sono da prendere sempre con le pinze in quanto si tende a tutelare lo stato di confort della persona. ( vedi il ” Microclima” nel testo unico dei lavoratori ).
Fate questo ragionamento come lo impostate nelle vostre abitazioni, quando al primo brivido di freddo andate a consultare il termometro digitale delle vostre caldaie ed azionate i riscaldamenti domestici. Bisogna fare anche una considerazione molto importante, ossia la relazione tra il tasso di umidità relativa e la temperatura che influenza parecchio la percezione del freddo e del caldo. Un ambiente scolastico che fa segnare una temperatura positiva di + 10°/ 13 °C specie durante i giorni di super freddo ( quando avevamo neve e ghiaccio dai sobborghi collinari) , com’è stato per altro riscontrato in moltissimi dei plessi cittadini messinesi fatiscenti e con infissi discutibili, associato ad un tasso di umidità superiore al 50 % rende l’ambiente ostile, non salutare, dove solo l’utilizzo del giubbotto può alleviare il problema nonchè l’impiego di due paia di calze di lana e scarpe di qualità. Aggiungete a tale scenario il grave problema dei soffitti/muri intrisi d’acqua, la presenza di muffe ed intonaci che crollano autonomamente, alla condensa e tanti altri fattori classici che contraddistinguono i nostri plessi cittadini, specie quelli storici. Sicuramente Messina non rappresenta affatto una città fredda, anzi vanta di minime notturne forse tra le più alte d’Italia, ma non per questo possiamo permetterci di calpestare la norme sopra menzionate o meglio ancora accettare una realtà non più accettabile, specie quando l’inverno si mostra particolarmente cruento.
Ancora una volta la città di Messina è stata al centro di fatti spiacevoli di cronaca, dove la chiusura delle scuole laddove mancava un impianto di riscaldamento è stato seguito anche da un esposto alla Procura della Repubblica ed ha suscitato anche parecchie polemiche tra favorevoli e contrari.
Bisogna asserire comunque, che la maggior parte dei messinesi contrari a questo provvedimento conseguenziale l’esposto in Procura, rappresentano non a caso quel gruppo ristretto che sostiene incondizionatamente questa amministrazione ormai al capolinea. Bisogna anche specificare che molti di questi nostri concittadini messinesi non possiedono neanche figli, ma che usufruiscono del riscaldamento domestico quando ne avvertono la necessità o magari lavorano in uffici dove i riscaldamenti sono sempre garantiti. Ritengo che mai come in questo caso dovremmo abbandonare ogni sterile polemica, colori politici e pretendere veramente una scuola decente, degna di un Paese industrializzato che fa parte della Comunità Europea e non solo sulla carta per reperire fondi comunitari. Ritengo sia inammissibile che si faccia scuola con i secchi e gli stracci per raccogliere l’acqua piovana in classe che gronda dal tetto, come molte immagini testimoniano ma che non vogliamo pubblichiamo per rispetto dei Presidi e per la privacy di chi risulta in foto. La buona scuola che prometteva Renzi è fallita a Messina, anzi ci piacerebbe se da buon toscano, sicuramente abituato a temperature ben più rigide di quelle siciliane, consigliasse mai alla moglie di espletare il suo ruolo di docente tra le mura dei nostri plessi cittadini.


Resta sempre aggiornato sulle ultime notizie di Strettometeo,
Unisciti al nostro canale Telegram.

