Osservando l’animazione satellitare si nota chiaramente che ci troviamo nel mese d’ottobre. Le vere perturbazioni atlantiche, quelle seguite dall’aria artica e precedute da intense sciroccate ancora latitano o bazzicano a latitudini superiori mentre in sede Mediterranea dominano campi anticiclonici modesti e circolazioni depressionarie secondarie alquanto insidiose anche da prevedere.

Tra la Tunisia, il mar libico e la Sicilia si generano imponenti ammassi temporaleschi, generalmente in pieno mare, a causa di una goccia fredda in quota ma capace di richiamare umidi venti ciclonici. L’azione umidificante ed il calore offerto ancora da questo tratto di mare è capace di enfatizzare semplici temporali marittimi tali da generare in potenti MCS, tipiche fusioni di più celle per poi generarne una sola, i così detti cumulonembi a mesoscala imponenti, dalla forma tonda e nitida o peggio ancora i V Shaped, i temibili cumulonembi orografici stazionari. Altri se ne formeranno in prossimità del siracusano, ragusano e catanese fino a costeggiare tutta la costa ionica sino a Letojanni/ Capo Sant’Alessio. La componente eolica orientale e sud orientale nel contempo ammassa grandi quantità d’aria umida verso il massiccio vulcanico etneo tale da generare una pioggia continua ed insistente, la quale poi si somma a quella offerta dai temporali ionici. Un meccanismo tipico della stagione autunnale siciliana e da monitorare perchè proprio in tali aree gli accumuli pluviometrici potrebbero rivelarsi a tre cifre, quindi allarmanti.

Lo Stretto di Messina per fortuna in questi casi si trova quasi sempre fuori dal tiro delle piogge torrenziali. Ci pensa l’Aspromonte con i suoi 2000m d’altitudine a sbarrare la corsa dei venti umidi preservando così l’area dello Stretto di Messina, un raggio d’azione che va da Torre Faro a Tremestieri. Sotto tale zona si cambia radicalmente regime ed ecco spiegate le grosse differenze pluviometriche con la città.
Per tali motivi rinnoviamo l’appello a tutti di moderare la velocità una volta giunti nei pressi di Capo Alì ed ancor più procedendo verso Taormina. Da una galleria all’altra c’è il rischio concreto di imbattersi in ” muri d’acqua ” ed autentici nubifragi localizzati con scarsa visibilità e tanta acqua sull’asfalto. Anche oggi sull’autostrada A18, prima dei nuovi bollettini meteo, in questi tratti sino a Siracusa si alternavano piovaschi e scrosci intensi.
Da Giovedì 5 le cose dovrebbero andare lentamente a migliorare anche se ancora sarà elevato il rischio di temporali nel basso Catanese e siracusano con il clou del maltempo su Malta. Ampie schiarite altrove e clima gradevole.
Le tendenze per il fine settimana suggeriscono un cambio netto della circolazione con l’avvento di correnti fresche ed instabili di maestrale anche se l’obiettivo della prima sciabolata fredda della stagione saranno i Balcani, Adriatico compreso.

Foto di copertina di Antonio Aloisi.
Resta sempre aggiornato sulle ultime notizie di Strettometeo,
Unisciti al nostro canale Telegram.

