Con l’indebolimento progressivo dell’alta pressione, ecco le prime avvisaglie nuvolose ed in qualche caso anche i primi piovaschi dell’anno sul Tirreno, anche se ovviamente irrilevanti e di poco conto.
Attualmente, gran parte del nostro Paese è avvolto da un tappeto di nubi, in primis al Nord composte da nebbie stazionarie e nuvolosità diffusa, ma anche lungo le coste che si affacciano al mar Tirreno sono presenti tante nubi, in un contesto inaffidabile ed ancora autunnale.
Laddove splende il sole ancora temperature miti specie di giorno, ma finalmente adesso possiamo dire che qualcosa sta per cambiare.
La prima perturbazione atlantica del 2023 domenica punterà l’arco alpino, il Nord Italia e l’alto Tirreno, con il ritorno delle piogge e della neve sulle Alpi, anche se nevicherà oltre i mille metri di quota. Nel contempo, la ventilazione si disporrà da libeccio tra medio/alto Tirreno, in attesa del transito del fronte freddo che avverrà lunedì 9 e che dispenserà piogge anche abbondanti sul resto del nostro Paese, copiose tra Lazio, Campania e nord Calabria.
Anche la Sicilia ne sarà coinvolta, con i fenomeni dapprima sul settore occidentale, poi sul resto dell’Isola ed in primis sul messinese non appena le correnti si disporranno pienamente da ponente e maestrale.

Dal pomeriggio/sera di lunedì 9 lo Stretto di Messina sarà raggiunto da piogge e rovesci intermittenti, il tutto accompagnato da forti raffiche di vento, calo delle temperature e mareggiate tirreniche, quindi condizioni avverse che non vedevamo da tempo. Non si escludono anche difficoltà od interruzioni della navigazione verso l’arcipelago Eoliano.
I fenomeni perdureranno per tutta la notte fino almeno alla mattina di martedì 10, allorquando si concretizzerà anche un ulteriore calo delle temperature e la quota neve poter discendere intorno ai 1.300m di quota, considerata la natura del freddo in arrivo ( sub polare marittima ), quindi non gelida.
Purtroppo tale peggioramento non accontenterà tutta la nostra Sicilia bensì il versante nord e segnatamente il messinese, motivo per cui il catanese, il versante ionico e tante altre aree non avranno i millimetri di pioggia sperati per interrompere il deficit idrico in corso.
Senza dubbio, tale peggioramenti atlantico avrà il compito di interrompere questo trend osceno caratterizzato dall’anticiclone e dalle temperature eccessivamente miti e probabilmente, potrebbe fungere da ” apripista ” per altri futuri peggioramenti, magari supportati da masse d’aria ben più fredde di natura artica.
Urge tanta pioggia e neve in quota al fine di rifocillare falde acquifere e corsi d’acqua, l’inverno è ancora lungo e c’è tutto il tempo per recuperare in parte enormi deficit nivo e pluviometrici!
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