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15380283 10209896708847413 1713762777428688524 nPassato il maltempo in Sicilia l’alta pressione ha riportato il bel tempo finalmente anche nelle zone ioniche e nel catanese, quest’ultima area pesantemente coinvolta da piogge alluvionali. Pressione atmosferica in risalita, ventilazione che si dispone da nord e mari poco mossi, ad eccezione di locali increspature del basso Tirreno e dello Stretto di Messina. Ma sappiamo bene noi abitanti dello Stretto che l’alta pressione non è sempre indice di sole pieno, soprattutto quando spirano venti deboli dal Tirreno capita spesso che il cielo diventi nuvoloso specie a ridosso dei monti Peloritani, anche se poi non si verificano precipitazioni degne di nota. Andrà così nei prossimi giorni anche se dobbiamo segnalare un momentaneo aumento della nuvolosità nei settori tirrenici e montuosi per la giornata di Lunedì 12 quando infiltrazioni fredde dai Balcani tenteranno di destabilizzare l’atmosfera tra Adriatico e l’alto Ionio con locali piovaschi. A seguire ventilazione più secca da nord e temperature in flessione di qualche grado, ma il freddo in questa prima fase punterà la Grecia, Turchia e le restanti aree del Mediterraneo orientale. ( Foto di Ciccio Cipolla, Sant’Agata di Militello )

Il freddo in questione si può ritenere solo un piccolo antipasto rispetto la gran mole di gelo presente molto più a nord, nel cuore dell’Europa dell’est. Proprio il grande gelo continentale potrebbe avvicinarsi ai Balcani in modo retrogrado e puntare anche il nostro Paese entro la fine della prossima settimana. Le future mosse bariche che consentiranno l’ingresso del freddo retrogrado verso le regioni Adriatiche saranno determinanti per poter iniziare ad abbozzare i possibili scenari. In base alle ultime emissioni modellistiche pare ormai scontato che non avremo un ingresso deciso e trionfale del freddo su tutte le Regioni, bensì esso potrebbe coinvolgere in modo più diretto solo le aree del medio/alto Adriatico. L’ingresso destabilizzante dell’aria artica continentale, il contributo del mar Mediterraneo e della vicina Africa e la presenza da non sottovalutare di una forte cella anticiclonica di ben 1050 hpa tra Polonia e Romania inducono grande attenzione per i risvolti in termini di maltempo per il nostro Paese. Le emissioni modellistiche in questo senso provocano concrete preoccupazioni per il potenziale pericolo di una lunga fase di maltempo, ancora una volta per le aree ioniche di Sicilia e Calabria. La configurazione a corredo dell’articolo causerebbe venti di burrasca di levante e scirocco, diluvi persistenti e gran neve sopra i 1500m di quota. L’Etna in questo caso verrebbe sommersa, mentre forti mareggiate potrebbero abbattersi purtroppo nelle aree esposte a rischio erosione. Se al Sud sarebbe il maltempo il protagonista, dal Molise alle Alpi sarebbe il grande freddo dell’est ad imperversare con venti molto sostenuti da est e neve a quote molto basse. Uno scenario, come possiamo vedere estremamente complesso, dubbio, che merita sicuramente continui aggiornamenti non tanto per gli amanti della neve che l’attendono con impazienza, bensì per le aree ioniche di Sicilia e Calabria le quali non gradirebbero sicuramente altre emergenze poco prima delle festività natalizie. GFSOPEU06 192 2