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L’evento nevoso si è concluso nello Stretto di Messina grazie ad un progressivo aumento delle termiche in quota, determinanti per le nevicate storiche in riva al mare e per le correnti in generale, adesso nettamente di tramontana e grecale che inducono nell’area dello Stretto ombra pluviometrica. Nevicate altrettanto rare si sono verificate stanotte nell’estremità sud est della Sicilia con neve a Vittoria proprio dopo la mezzanotte e tanta altra neve sull’Etna dove ormai, possiamo dirlo, si attendono i lavori per l’apertura della stagione sciistica. Vi postiamo la storica nevicata che ha imbiancato Capo Sant’Alessio, record anche nel confronti del lontano 1956.

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Detto questo rimane la neve sui Peloritani anche a quote collinari ma gradualmente andrà a sciogliersi ma la ritroveremo per altri giorni alle alte quote grazie ai buoni accumuli al suolo. Le temperature sono abbastanza fredde ma ormai si accosteranno alle medie stagionali ma occhio ancora alle prime ore del mattino dove le gelate saranno diffuse nelle aree interne e clima rigido ancora in città.

Un vero aumento termico si avrà tra 48h quanto giungerà un richiamo mite oceanico che annuncia una nuova ondulazione barica, stavolta una sfuriata di aria artica con obiettivo Balcani, Grecia e Mediterraneo orientale. Il Sud Italia sarà nuovamente investito da correnti fredde ma soprattutto nei bassi strati mentre il nocciolo gelido dovrebbe mantenersi a centinaia chilometri di distanza da noi. In compenso venti sostenuti di tramontana e raffiche taglienti che manterrà ancora la neve superstite alle basse/medie quote. Sul proseguo della stagione invernale ancora molti dubbi in quanto ci attendiamo un split del vortice polare ma nel contento l’Atlantico cercherà di mettere ordine in Europa. Chi vincerà? Sarà l’inverno del Sud? lo vedremo nei prossimi giorni.

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