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Che questo inverno avesse le idee alquanto chiare rispetto quello scorso ce ne siamo accorti sin dall’inizio. I messaggi premonitori erano chiari, bastava osservare il grande raffreddamento nell’Europa orientale fino alle porte del nostro Paese, nonchè la grande estensione nevosa ed uniforme. Elementi questi che non contraddistinguevano l’inverno passato, anche se sappiamo benissimo come le sorti invernali per il nostro Paese dipendono da specifiche mosse, non sempre di facile realizzazione.

16142777 376410242725220 3676315154543530101 nPurtroppo queste ” mosse ” sono avvenute, una importante dai connotati storici per molte aree del Sud in prossimità dell’epifania, una seconda più “soft” rispetto la prima ma che ha assunto connotati eccezionali sicuramente per la durata. Basti pensare come i rilievi Siciliani risultino innevati da oltre 10 giorni senza alcun accenno di disgelo sotto la soglia dei mille metri di quota, non a caso nei Comuni dei Nebrodi di sono registrate emergenze che non avvertivano da molti anni. Ora le immagini che ci giungono dall’Abruzzo e dalle Marche quasi turbano la nostra mente, forse perchè non eravamo più abituati a certe scene in pieno inverno, probabilmente perchè quando giungeva della neve essa faceva una breve apparizione anche in queste zone. Le preghiere degli operatori sciistici per avere un pò di neve ora vengono sostituite dalle preghiere di quei cittadini che vivono ore di grande emergenza e che di neve non ne vogliono sentire parlare più, oltre ai terremoti divenuti impazziti. Inoltre, mentre sul centro Italia cadono metrate di neve, oltre alle emergenze recenti sempre per le medesime condizioni nelle altre regioni, al Nord prosegue l’eterna siccità ed addirittura incendi devastanti in Liguria, ovviamente dolosi. Questo testimonia come, ancora una volta, fare previsioni meteo in Italia sia molto difficile e merita approfondimenti, ricerca e tanto lavoro; i complessi microclimi e la raccolta dati devono essere accompagnati da previsioni meteo accurate e di grande livello, cosa che purtroppo ad oggi non accade, oltre alla prevenzione quasi nulla.

La Natura è incontrastabile e fa il suo corso, il grande gelo lentamente verrà scacciato da un cambio netto della circolazione a tutte le quote ma le prospettive purtroppo sono pessime. Dal Nord Africa giungerà una depressione afro mediterranea figlia proprio dell’aria artica giunta verso Spagna, Marocco ed Algeria. Come un ” booberang” essa si presenterà davanti le coste Tunisine e minaccerà pesantemente il tempo nelle aree ioniche di Sicilia e Calabria esposte al flusso sciroccale molto umido, nonchè ingenti piogge giungeranno nelle aree pesantemente innevate del centro Italia. Una situazione incredibile ed allarmante che merita approfondimenti da parte degli addetti ai lavori soprattutto perchè si fa concreto il rischio di inondazioni. Molta pioggia cadrà su terreni innevati, causando il rapido scioglimento della neve, acqua che andrà a riversarsi su tutti i principali torrenti, anche quelli notoriamente noti per episodi alluvionali.

GFSOPEU12 81 2Lo scirocco, il Rè indiscusso dello Stretto di Messina, tornerà a spirare già dalla serata di Venerdì 20 ma acquisterà maggiore forza tra Sabato e Domenica, il tutto condito da nebbia a bassa quota, clima molto umido e piogge a carattere di nubifragio procedendo verso le aree ioniche. Lo Ionio diverrà molto mosso e produrrà una mareggiata di moderata intensità. Il maltempo sciroccale proseguirà anche Lunedì 23 ed anche in questo caso la nuova depressione rimarrà bloccata  almeno fino a mercoledì 25 e forse più se attirerà aria fredda dai vicini Balcani. Insomma, capirete che è presente tanta carne al fuoco, tante emergenze da risolvere, probabilmente altre nuove in contemporanea, sperando vivamente di poterne uscire indenni e di affrontare questa stagione invernale con mezzi e metodi diversi.