Come previsto, la rimonta subtropicale è stata sancita da un flusso sciroccale che sabato ha fatto sentire i suoi maggiori effetti nello Stretto di Messina con raffiche intense come sempre tra Ganzirri, Capo Peloro e Mortelle.
Sebbene non si tratti di una vera sciroccata, bensì di vento orografico che acquista la massima velocità nel settore nord dello Stretto e nel tratto del basso Tirreno antistante a Capo Rosolcolmo e Mortelle, ogni qual volta si presenta tale sventagliata ogni operazione legata al mare ed alla pesca professionale viene interrotta. Lo sanno bene i pescatori che operano sulle feluche, le particolarissime quanto uniche imbarcazioni costruite qui per la caccia al pesce spada dello Stretto, costrette a rifugiarsi nel porto storico di Messina o rischiando dentro i massi di Ganzirri e Torre Faro, proprio per la mancanza di porticcioli sicuri.
Per fortuna che il ventaccio nord africano ha concesso una tregua domenica, lasciando il posto ad un clima più placido, ma anche più caldo e con lo Ionio che per i motivi sopra menzionato, è tornato calmo o poco mosso.

Un elemento da segnalare è stato l’andamento termico, temperature particolarmente elevate su tante località della Sicilia e versante tirrenico dove si sono sfondati i +30°C, mentre Messina e lo Stretto hanno usufruito della ventilazione marittima che ha impedito di fatto che si raggiungessero tali valori, vista la superficie marina ancora fredda.
Detto questo, l’ultima settimana di maggio esordirà ancora una volta in compagnia dello scirocco, vento che non dovrebbe raggiungere la velocità di sabato, al più moderato per qualche ora solo nella riviera nord della città tra la mattina ed il primo pomeriggio. Sul far della sera esso cesserà di spirare, quindi probabile che si presenti una bonaccia di vento in attesa dell’inserimento del vento di ponente che timidamente inizierà a comparire intorno le ore 21,00.
Proprio le correnti oceaniche sanciranno la fine dell’ondata sahariana, permettendo entro martedì di far rientrare le temperature entro le medie stagionali, mentre il Tirreno tornerà ad essere mosso.
Nessuna precipitazione o perturbazione degna di nota punterà il Sud nel corso dei giorni a seguire, solo una blanda variabilità e ventilazione moderata fino a mercoledì di maestrale, ma a seguire anche i venti torneranno ad essere deboli ed i bacini da mossi a poco mossi, salvo lo Ionio che risulterà spesso mosso in balia del grecale o ” vento cavaliere “.
Sebbene ancora non vi sia ufficialmente una presenza anticiclonica consistenze e duratura, l’estate sicula è già iniziata da tempo a suon di siccità e rischio incendi in costante aumento, una piaga per la nostra Regione che dovrà superare un’estate da incubo.
Le tendenze a lungo termine ipotizzano una nuova fase instabile o perturbata in rotta verso il cuore del Mediterraneo entro fine mese, probabile che una goccia fredda possa puntare il nord Italia e valicare nel Mediterraneo, anche se al momento i principali modelli di calcolo non possono essere così esaustivi visto l’elevato lasso temporale.
Una cosa è certa, per far avviare a tutti gli effetti la stagione estiva, occorre che subentri l’alta pressione delle Azzorre, unica garanzia per impedire l’ingresso di ogni attacco perturbato, cosa che statisticamente accade entro la prima decade di giugno.
A corredo le ipotesi dei modelli Ukmo, Ecmwf e GFS riguardo il cedimento pressorio per fine mese, da confermare o smentire.

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