Si rinnova la sfida tra l’ostilità delle Istituzioni e la voglia di pescare

Si rinnova la sfida tra l’ostilità delle Istituzioni e la voglia di pescare

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Nessuno sa probabilmente, tranne noi messinesi, che nella città dello Stretto si consuma da sempre un “braccio di ferro” tra l’arroganza delle istituzioni e la libertà genuina di praticare la pesca sportiva da riva o semplicemente nel godere degli spazi a mare. Nel luogo più ambito ed invidiato d’Italia per varietà di prede, correnti e spot mozzafiato, esiste una vera e propria lotta quotidiana tra chi si spartisce le aree demaniali più belle e chi è costretto a valicare un muro o un passaggio segreto per effettuare due lanci con la canna da pesca in assoluto le relax.

Ieri come oggi 23/01/2015 si scrive una squallida pagina di storia con una nuova ordinanza del 21/01/ da parte dell’autorità portuale che impone il divieto d’accesso nell’area demaniale ricadente l’ex Smeb, alla degassifica. Dopo una vita di scempi ambientali vergognosi e fuori da ogni logica, dove una volta fusti di sostanze chimiche ed oggetti pericolosissimi erano a portata di mano e dove ogni cosa è stata derubata o messa a soqquadro, oggi arriva questa triste notizia nell’impossibilità di giungere a mare. E’ importante che la gente elabori un pensiero personale riguardo questo argomento dove l’obiettivo è semplicemente scendere a mare e non di usufruire delle cose interdette, giusto per il piacere di disubbidire. Tutti devono sapere che nei luoghi più belli e mozzafiato dello Stretto sono diventati assoluta proprietà privata, ad iniziare dalla rada di San Francesco, l’area della Fiera sempre dell’Autority, la passeggiata a mare colonizzata dal porticciolo privato Nettuno (Autority), il porto di Messina ( Autority ), poi tutta la zona Falcata in possesso ai militari ed adesso l’area x Smeb. A sud incuria da terzo mondo e degrado senza pietà da Maregrosso a Tremestieri, percorrendo oltre 6 km tra fogne a cielo aperto, luoghi dove la sicurezza è praticamente meno di zero. E’ paradossale come a Messina la cosa pubblica e soprattutto il nostro mare venga gestito in modo privatistico, dove ogni tipo di chiusura è stabilito in base al contesto ed al tipo di persona da fermare. E’ corretto che si parli adesso di sicurezza in quei luoghi? Guarda caso a due passi dalla zona più bella ed ambita da tutti? Ci sono per caso progetti che noi non sappiamo su quell’area? Ma ci siete mai andati nel cuore di Maregrosso, Pistunina e Contesse? Ma di cosa stiamo parlando? A corredo foto di Gabriele Giuffrida che riassume perfettamente la situazione a sud, qui è tutto libero, giustamente  nessuna chiusura o divieto perchè nessuno ha veri interessi se non quelli di attingere voti. Alla gente era stato detto di aspettare, che tutto l’affaccio al mare sarebbe stato a breve recuperato e dato a disposizione ai messinesi, ma le cose oggi non sono andate affatto così e lo testimoniano sia le foto che le ordinanze. Dove sono finite quelle belle parole? Quei progetti? E le associazioni ambientaliste?

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E’ altrettanto paradossale che oggi vinca ancora una volta la politica del chiudere tutto, per altro in un luogo incantevole dove ricadono tanti progetti del water front e recupero dell’affaccio al mare, come qualcuno voleva farci credere abbattendo un paio di baracche fracide a Maregrosso. Chi è di Messina sa come vanno le cose realmente e sa che tutto questo in un’altra città non sarebbe accaduto, basta fare un salto a Reggio Calabria o a Catania. I messinesi erano molto legati al suo porto, non a caso tutte le foto storiche di Messina in bianco e nero ritraevano il porto e la falce, oggi diventato un luogo dove per accedervi si deve essere rigorosamente amico di quello o di quell’altro. Facendo anche mente locale non si capisce ancora una volta che la città di Messina merita un occhio di riguardo e non ostilità ulteriore visto che l’economia è letteralmente ai minimi storici e dove ulteriori divieti in mare ed in spiaggia non faranno altro che gravare su quei poveri commercianti che avevano provato a scommettere ancora in questo settore disgraziato ma potenzialmente ricco. Non sappiamo adesso ed il nostro dubbio lo diciamo apertamente se la nuova amministrazione, per giunta guidata da ambientalisti e persone semplici, possa tutelare la libertà dei cittadini messinesi e la loro voglia di usufruire di quei spazi stupendi. I dubbi ci stanno tutti perchè nessuno ad oggi si aspettava questi ulteriori divieti e davvero possiamo dirlo, Messina adesso va sempre più in basso perchè qui, città di mare e di prestigiose tradizioni marinare, si deve chiedere il permesso a qualcuno per andare a pescare o semplicemente per toccare l’acqua del mare. Che VERGOGNA!

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Pubblicato il 23/01/2015 19:24

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