Primavera in grande spolvero ma il nostro mare è ancora alquanto freddo.

Primavera in grande spolvero ma il nostro mare è ancora alquanto freddo.

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Iniziano a susseguirsi giornate fantastiche, pienamente assolate, con vaste zone di bonaccia in mare aperto e locali brezze o venti locali lungo le coste. E’ la bella stagione che inizia a mandare messaggi chiari ed incoraggianti a tutti coloro che hanno vissuto e patito l’inverno barricati in casa, tra venti tempestosi, mareggiate e la solita routine quotidiana. Il mare è vita, è la nostra principale risorsa economica e turistica attorno la quale si sviluppa il nostro stile di vita che non cambieremmo mai al mondo.. Chi nasce qui ed è legato particolarmente al mare patisce terribilmente la lontananza, un pescatore che non può andare a pescare, tempo qualche giorno viene assalito da crisi d’astinenza mentre chi vive in città non vede l’ora di affacciarsi semplicemente nel lungo mare, perchè il mare è tutto. A corredo alcune foto scattate nelle ultime ore nello Stretto di Messina, un sabato climaticamente strepitoso da ricordare! ( In sequenza foto di Peppe Lotta, Carmelo Murabito, Enrico di Giacomo, foto di copertina di Graziano Costa  )

Detto questo però ancora le temperature superficiali del nostro mare appaiono alquanto fredde. Non a caso nel mese di marzo si registrano i picchi più freddi proprio perchè i mari si scaldano e si raffreddano con una lentezza rispetto la terraferma. Attualmente sia il Tirreno che lo Ionio a stento raggiungono i +16°C superficiali, mentre in condizioni di forte corrente ( vedi la corrente montante nello Ionio ) si potrebbe registrare qualche punto inferiore. Non a caso, proprio in questo periodo dell’anno, iniziano ad intensificarsi sensibilmente le brezze marine ed i venti locali. Durante il giorno la terra e l’aria che le sta sopra si riscaldano più rapidamente del mare; l’aria riscaldata è leggera, sale verso l’alto e richiama al suo posto l’aria fresca del mare. Si forma, così, la brezza di mare, un fresco venticello che spira dal mare verso la terra e che mitiga il caldo della costa. Nello Stretto di Messina tutto ciò si tramuta nel così detto “vento canale” o “vento cavaliere”, quel vento teso e costante che inizia a generarsi man mano che il sole diviene alto raggiungendo il suo culmine nelle ore centrali e pomeridiane. Ecco come mai dalla Zona Falcata procedendo verso Sud lo Stretto di Messina appare mosso e spumeggiante, mentre procedendo verso il Tirreno il vento cala sensibilmente fino a cessare quasi del tutto. Questo accade in condizioni di alta pressione, proprio come nelle ultime ore come accade generalmente in piena estate.

Durante la notte invece il mare e l’aria che gli sta sopra si raffreddano più lentamente della terra; l’aria, intiepidita dal sole, è leggera, sale verso l’alto e richiama al suo posto l’aria fresca della terra. Si forma, così, la BREZZA DI TERRA, un fresco venticello che spira dalla terra verso il mare, particolarmente amato specie dai pescatori che praticano lo spinning alle seppie e calamari in notturna e che gradiscono tale brezza per effettuare ottimi lanci.

L’insolazione in netto aumento consentirà al mare di accumulare calore ed energia, motivo per cui il mare inizierà a scaldarsi da aprile mentre per parlare di temperature idonee alla balneazione bisogna attendere almeno giugno ma saranno determinanti anche le future mareggiate, perturbazioni e tipologia delle correnti in arrivo. Frequenti mareggiate e fasi di maltempo rimescolerebbero gli strati d’acqua impedendo un forte riscaldamento superficiale sotto costa e viceversa. ( A corredo le temperature attuali del nostro Mediterraneo )

 

Pubblicato il 18/03/2017 22:27

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