La pesca di marzo nello Stretto di Messina

La pesca di marzo nello Stretto di Messina

Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Immagine 744Per motivi fisici  e chimici l’acqua del mare diventa particolarmente fredda proprio tra febbraio e marzo, essendo che  l’acqua presenta un elevato calore specifico. A parità di massa, l’acqua necessita di una quantità di calore molto più elevata di qualsiasi altra sostanza inorganica (ammoniaca (NH3) esclusa) per manifestare lo stesso effetto di riscaldamento, ovvero lo stesso aumento di temperatura. Proprio in questo periodo dell’anno la superficie del mare si attesta mediamente tra i 13°C ed i 15°C salvo situazioni limite quando nello Stretto di Messina si alternano le gelide correnti tali da annullare il termoclino. Per tali motivi e per la bassa attività della fauna ittica che si prepara al delicato momento della riproduzione, spesso il pescatore che si reca a mare non sa proprio che pesci pigliare. Per tali motivi, la tecnica dell’Eging, la pesca alle seppie e calamaro, rappresenta una validissima alternativa ai scarsi carnieri da riva. Ovviamente, lo Stretto di Messina rappresenta un paradiso per questa tecnica così appassionante quanto tecnica, considerato la varietà dei fondali e le profondità che essi raggiungono. Molto spesso però, come sta accadendo proprio in queste ore, le condizioni meteo marine non lo permettono per cui molti pescatori tentano il colpaccio a spinning tra le onde spumeggianti in cerca della spigola. Proprio in questo periodo ed in seguito alle abbondanti piogge le fiumare si presentano ricche d’acqua, condizioni queste ideali per insidiare la ” regina ” in prossimità di foci. Poi viene è la pesca al palamito, pesca storica dei pescatori messinesi praticata sin dall’antichità alle prime ore dell’alba ed al tramonto come lungo le banchine del porto di Messina. Il palamito compie delle rotte quasi fisse, in sinergia con le correnti dello Stretto di Messina, ben conosciute dai lupi di mare messinesi. La pesca del palamito con l’alaccia viva rimane la pesca tra le più praticate nello Stretto, ma anche le tecniche più moderne come lo spinning e lo shore jigging hanno dato ottimi risultati.IMG006

Pubblicato il 02/03/2013 01:10

Altri articoli che potrebbero interessarti