La fortuna e la sfortuna di abitare in un luogo così. Valorizzare subito il diportismo e la piccola pesca locale!

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Si è svolto stamani, 13/4/2019, l’incontro chiarificatore tra l’assessore Dafne Musolino e una rappresentanza dei diportisti della riviera messinese. All’incontro organizzato dal Consigliere Dario Zante, ha presenziato anche l’assessore Massimo Minutoli. Oggetto della discussione la presunta “ordinanza” che poi si è scoperto avere la forma di un semplice “avviso” che ordinava lo sgombero entro e non oltre il 15 aprile di “barche, natanti, relitti ed accessori vari” dalle aree demaniali senza apposita autorizzazione.

L’assessore Musolino inizia il dibattito facendo una breve premessa sul tema della riqualificazione della riviera già promessa in campagna elettorale, sulla situazione di pericolo ambientale e circa l’incolumità pubblica a causa della presenza di quanto contestato dal suddetto avviso, prospettando di creare infrastrutture comunali adeguate in cui i proprietari dei natanti saranno invitati a ricoverare le proprie imbarcazioni (non si sa come quando e perchè), pare che già nella zona sud sia stato individuato un sito per i locali. Nella zona nord è più complicato a causa della conformazione costiera. La domanda sorge spontanea: ma in attesa di queste infrastrutture, chi è possessore di una barca che deve fare? Chiedere una onerosa e complicata concessione?

La risposta alla bomba lanciata dall’amministrazione è quella che momentaneamente ed in attesa di provvedimenti che verranno comunicati a tempo debito verranno tollerate certe situazioni purchè non riguardanti verricelli e barche in stato di abbandono oltre qualsiasi manufatto. Sostanzialmente per i proprietari di natanti “attivi” non cambierà nulla fino a data da destinarsi. Gli interventi dei partecipanti sono stati finalizzati a puntualizzare determinate situazioni. In primis, non bisogna confondere lo status di “pescatore” con quello di “diportista” spesso confuso anche dai media nel seguire la vicenda, i diportisti sono la stragrande maggioranza dei soggetti coinvolti. Secondariamente è stato proposto di fare un censimento delle barche attive lungo il tratto di costa messinese in modo da risalire ai proprietari di barche e verricelli che vengono posti in posizioni o in condizioni tali da essere pericolosi o preclusivi all’accesso di servizi, che ne risponderanno eventualmente nelle sedi opportune, magari costituendo una zona di “tolleranza” lontano dagli stabilimenti balneari, ovviamente sempre mantenendo una condizione di decoro. Qualcuno ha anche posto il problema dell’elevato costo e dell’elevata difficoltà burocratica nel cercare di ottenere una concessione o una licenza di pesca secondo l’attuale normativa che mal si concilia con la conformazione locale della costa e delle esigenze locali. Inoltre che proprio in virtù dei numerosi piccoli diportisti, proprietari di piccole imbarcazioni magari utilizzate solo 15 giorni di agosto per una passeggiata o una semplice pescata, qualsiasi invito a regolarizzarsi con le regole vigenti o rivolgersi ad un apposito cantiere comporterebbe costi iniqui anche superiori al valore stesso del natante che costringerebbe gli appassionati della città forse con più costa d’italia ad accedere al mare se non da semplice bagnante o da pescatore da riva. La comune volontà emersa è quella di sfatare questa condizione consapevole di illegalità cercando di regolarizzare la cosa a costi e modi accessibili a tutti.

Seguiranno nuovi incontri nelle sedi opportune per trovare una soluzione condivisa da più parti possibile. Un aspetto che è emerso oggi e che dispiace davvero tanto, l’errata convinzione che il diportista ed il pescatore siano la causa della sporcizia della costa. Almeno l’80% dei rifiuti che versano impietosi lungo le nostre coste provengono dai torrenti di tutto il meridione che dopo gli eventi alluvionali, trasportano in mare tutto ciò che viene gettato nel loro percorso e che le mareggiate disseminano lungo il litorale. Tra qualche settimana giungerà fresca l’immondizia dal bagnante che in spiaggia abbandona bottiglie, fazzoletti, pannolini, sigarette varie ed eventuali.

Il diportista è colui che ha interesse a curare e pulire l’area in cui ricovera la propria barca, è colui che dà un senso, se vogliamo dirla tutta, a queste spiagge così belle ma prive di senso nonostante l’enorme pregio paesaggistico, se vogliamo proprio le barche in spiaggia sono un valore aggiunto al nostro territorio, una bella cartolina da mandare ad un parente od amico altrove che ritrae la Messina bella, un prodotto tipico dei borghi marinari come Torre Faro, Ganzirri per l’appunto. Se noterete una lavatrice od un televisore in spiaggia o peggio ancora una pista ciclabile crollare, sarà sempre la barca a salvare la vista ed il nostro splendido Stretto di Messina, provate per credere.

Dispiace vedere queste nuove generazioni per nulla legate al mare, totalmente sconnessi con le nostre tradizioni ed origini, come se fossimo una città non bagnata dal mare del Medirraneo dell’est Europa. Poi c’è un aspetto ancor più grave ed inquietante ma che riassume tutto questo discorso, la non consapevolezza che solo il mare e le sue attività possono rilanciare concretamente l’economia della nostra città, ad iniziare proprio dalla piccola pesca artigianale fatta con poche risorse ma con tanta esperienza, quella che diventerà sempre più rara dalle nostre parti ma quella che vi consente in qualche caso di gustare ancora un buon pesce spada dello Stretto di Messina od un bel pesce al cartoccio. Il diportismo estivo dovrebbe essere una manna dal cielo per le casse comunali, basti pensare tutto il flusso che transita nello Stretto di Messina verso le Isole minori, potenzialità immense ma tutto sprecato per l’assenza di strutture adeguate, servizi che non sono mai esistiti per i cittadini. Come non citare anche il vistoso calo d’affari in tutto il commercio legato al mare, purtroppo sancito in città con la perdita di posti di lavoro ad iniziare da cantieri, concessionarie di barche e motori, il tutto avvenuto nel corso degli anni ma senza aver mai attirato l’attenzione di chi poteva fare qualcosa e non l’ha fatto. ( A corredo un giovane messinese amante del mare osservare il degrado assoluto della zona falcata, il risultato di una politica fallimentare sin qui tutto consentito, non di certo colpa sua ).

Pubblicato il 13/04/2019 19:12

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