Liberi di stare ” soli con il nostro mare” !

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Finalmente i siciliani hanno letto ciò che desideravano da qualche giorno, proporzionalmente alle restrizioni impartite dall’ultimo DPCM del Governo valido per la così detta “fase 2”.

Il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha firmato un’ordinanza annunciata nei giorni scorsi ed arrivata nella tarda sera di giovedì 30, la quale entrerà in vigore dal 4 maggio al 17 maggio. Nel dettaglio:

Viene permesso alle famiglie di potersi trasferire nelle seconde case, a patto che non facciano la spola con la principale abitazione, ma vi rimangano per la stagione.

🛍 Disco verde anche per l’asporto ai ristoranti, pasticcerie, gelaterie, bar e pub, con il divieto di consumare nei locali e nelle adiacenze.

⛪️ Si può accedere al cimitero e acquistare fiori e piante.

🐩 Un’attenzione, nell’ordinanza, anche verso gli animali da affezione per i quali sarà consentita la tolettatura.

🎣 Novità pure per le società sportive che sono autorizzate a iniziare attività amatoriali di corsa, tennis, pesca, ciclismo, vela, golf ed equitazione.

🚞 Rimangono congelate le limitazioni all’accesso nell’Isola almeno fino al 17 maggio.

✂️ In quella stessa data il governatore Musumeci spera anche di strappare al premier Conte il permesso di riaprire le loro botteghe ai parrucchieri per uomo e per donna.

🚪Restano invariate le disposizioni relative all’obbligo di quarantena.

Per quanto riguarda le attività sportive, rientra a pieno titolo anche la pesca sportiva dilettantistica, il nodo da sciogliere in questi giorni è stata quella dicitura mal interpretata come ” attività ludica e ricreativa ” in quanto tutte abolite dal DPCM, quando sappiamo benissimo che la pesca si tratta di un’attività sportiva a tutti gli effetti e che non ha nulla da invidiare alla corsetta, alla passeggiata in bici e quant’altro se compiuta in solitaria e nel rispetto delle regole.

In queste ore è stato possibile anche fare chiarezza riguardo l’aspetto di essere tesserati o meno ad una società sportiva, l’articolo 8 del decreto stesso intende l’attività sportiva come forma di attività individuale purchè nella distanza di sicurezza interpersonale e delle norme relative al contenimento del contagio, quindi non è assolutamente obbligatorio fare un tesseramento in queste ore che precedono il 4 maggio o tanto meno versare dei soldi a qualcuno!

Sempre nel regolamento CE 302/2009 si intende la “pesca sportiva” come pratica non commerciale praticata da soggetti appartenenti ad un’organizzazione sportiva nazionale od in possesso di una licenza sportiva nazionale, la “pesca ricreativa” come pesca non commerciale praticata da soggetti non appartenenti ad un’organizzazione sportiva nazionale.

A sua volta, sia la pesca sportiva che ricreativa la si può suddividere in :

  • Pesca da terra;
  • Pesca subacquea;
  • Pesca da unità di diporto;

Proprio sull’ultimo punto, si attende che tutti i comandanti delle Capitanerie di Porto recepiscano tali misure al fine di dare esaustive risposte ai pescatori sportivi dilettanti che in autonomia ed in sicurezza vorrebbero effettuare in tranquillità e sicurezza una battuta di pesca.


Alla luce di ciò, in questa valle di lacrime tra pesante crisi economica e smarrimento totale, per il nostro territorio legato al mare la pesca sportiva può rappresentare un valido strumento per ” disintossicarci ” dopo due mesi di lockdown.

In una città che non offre nulla, in una Regione dove la povertà e la disoccupazione assumono connotati importanti, ogni forma di sport e svago genuino rappresentano una medicina per la mente, sicuramente con risvolti benefici per chi in questo momento ha accumulato una quantità di stress tale da affrontare questa fase 2 con rabbia e scetticismo.

Per chi pratica questo meraviglioso sport, sa benissimo come anche un’ora davanti la riva del mare possa rappresentare un toccasana per il nostro animo, già basta udire il suono del mare, l’odore della salsedine, i giochi di luce che riflettono sulle acque per tornare a casa rigenerati.

Ovviamente, oltre allo stato psicologico di ognuno di noi esiste realmente un aspetto puramente economico del problema, in quanto una Regione legata al mare come la Sicilia non può attendere di usufruire delle sue risorse naturali a data da destinarsi, tornare a pescare è un diritto di tutti come per chi si dedica all’agricoltura ed era doveroso sia per chi lo fa di mestiere, sia per chi risulta un semplice appassionato come un contadino che ricava dall’orto beni genuini di prima necessità per autoconsumo. In questo momento nessuno può negare a nessuno l’approvvigionamento di cibo, ovviamente nel rispetto delle regole.

Oltretutto, vi è un comparto economico totalmente ” sott’acqua ” che attende riemergere dal 18 maggio come da disposizioni, ricordiamo che tutti i negozi che vendono articoli al dettaglio di pesca sono chiusi, mentre chi praticava pesca con licenza si ritrovava impossibilitato nel reperire strumenti di prima necessità, un aspetto anomalo di questa gestione senza fare troppa polemica.

Detto questo, confidiamo adesso nel buon senso dei pescatori amatoriali nel rispettare le norme comportamentali, evitando inutili assembramenti nelle aree notoriamente più pescose al fine di non arrecare un danno alla categoria ed agli altri.

Pubblicato il 01/05/2020 19:13

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