“Concetto alternativo di riserva naturale” .
Autore dell’articolo: un residente della zona estremamente legato a questi luoghi
Si dice che i due laghi di Ganzirri e Faro siano una riserva naturale, una riserva “protetta???, ma ogni cittadino che ha modo e piacere di farsi anche una semplice passeggiata nel lungo lago, compresi i canali che collegano sia i due laghi che i due mari, può notare come ci sia qualcosa all’interno di questo “meccanismo??? della riserva che non torna. Mi voglio limitare intanto soltanto all’aspetto più elementare per un luogo che molti ambientalisti/animalisti (sarebbe curioso sapere spinti da quali motivi..) ci tengono a chiamare “riserva??? : la pulizia. Ci fa una strana sensazione raccontarvi questa brutta vicenda visto e considerato che tutta la zona rappresenta la patria ed il simbolo storico di tutti gli ambientalisti noti in città, alcuni dei quali oggi amministratori e non più semplici praticanti.
Le mie osservazioni non si vogliono soffermare sulle consuete bottiglie gettate da gente incivile (e poi non rimosse da chi dice di avere a cuore il destino della suddetta “riserva???), ma sulla mucillagine e sulla vegetazione che il clima primaverile e lo stato di abbandono fanno proliferare impedendo innanzitutto l‘ossigenazione dei laghi e in secondo luogo creando cattivi odori per tutti coloro che o ci abitano o hanno il semplice piacere di passare come cittadini o turisti che siano. Cattivi odori alimentati anche dalle morie di pesci dovute all’assenza di ossigeno causata sia dal proliferare di questa vegetazione sia all’insabbiamento dei canali. Già, i canali che hanno proprio la funzione di ossigenare e purificare quel polmone che sono proprio i laghi di Ganzirri. Pare che su domanda di qualche cittadino rivolta a chi di competenza, la risposta ricevuta sia quella che oltre alla mancanza di fondi (legittima), la riapertura dei canali possa comportare uno sbalzo di temperatura tale da poter far morire parte della fauna che vi ci abita.
Io mi auguro che per il rispetto della intelligenza altrui questa risposta non sia stata mai data. E mi auguro che la responsabile della riserva possa smentire almeno con i fatti quanto affermato prima. Qualcuno pensa davvero che in questo periodo lo Stretto di Messina sia gelido come il mare di Barents? Al posto delle palamite dovremo aspettarci l’ingresso di Salmoni e merluzzi del mar del Nord?
I canali sono stati creati proprio con la finalità di garantire quel ricambio di acqua che fa si che le acque dei laghi siano ben ossigenate a tutela non solo della igiene pubblica ma anche di tutte quelle specie che vi ci abitano e che tanto a cuore hanno tutte quelle persone che impediscono lo sfruttamento economico dei laghi nascondendosi dietro lo status di “riserva naturale???. La politica del vietare può anche andare bene, purchè dietro ai divieti vi siano iniziative e proposte concrete per la cura e il mantenimento di questo patrimonio naturale che per fortuna abbiamo. Altrimenti è meglio stare in silenzio perchè spesso l’ambiente non si tutela da solo…
E’ questo il modello di città turistica? Dovremo vergognarci ancora di portare in queste aree i turisti o qualche trasmissione televisiva? E’ questa la ricetta per rilanciare l’economia della zona e della città intera? In vista delle prossime elezioni, sarà ancora una volta oggetto di campagna elettorale?
A corredo un reportage fotografico rappresentativo del problema, obiettivamente un colpo al cuore per chi adora questi luoghi e li ricorda diversamente, o perlomeno, una realtà non pronosticabile con chi ci amministra oggi.


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