C’eravamo lasciati dicendo che qualche nota instabile era possibile, pur sempre in un contesto anticiclonico evidente, ma le ultime corse modellistiche e soprattutto la costanza con la quale il modello britannico europeo ECMWF conduce le sue corse, fa ben capire che qualcosa potrebbe accadere in termini di instabilità accentuata da quì ai prossimi giorni.
La situazione stamattina intanto è stata contrassegnata da un altro rovescio durato poco di appena (1 mm a Torre Faro) e stavolta il termine esatto è acquazzone.
Come immaginavo e sempre nelle stesse aree interessate ieri, con la differenza che nella giornata scorsa l’evento è stato qualcosa in più di un acquazzone, quello è stato un vero diluvio in un’ora circa con rate orati a carattere di nubifragio, dove tra area di Mortelle, Torre Faro e Faro Superiore e aree limitrofe si sono registrati accumuli tra 20 e 40 mm circa.
Dal punto di vista termico avevo detto che un leggero calo ci sarebbe stato, ma chi si aspettava il rinfresco poteva solo sperare in qualche momentano temporale per assaporare temporaneamente un calo più deciso, perchè oggi e ancora per molti giorni, il caldo resterà moderato ma sarà l’afa a tratti insopportabile, basti pensare che mentre scrivo nelle zone ioniche del messinese abbiamo temperature reali tra 31 e 32°C ma con umidità relativa media attorno al 50-60% con indici di calore a cavallo tra 36 e 37°C!
(Principio di funnel cloud o tromba marina dato che avvenuta sulle acque vicino alla costa di Rometta questa mattina, foto di Giuseppe oteri.)
Detto questo, volgendo lo sguardo più in la a ridosso della fine della prima decade ma soprattutto l’inizio della seconda, il modello europeo evidenziato nelle cartine a corredo dell’articolo in alto, mette alla luce un crescendo di instabilità nel Mediterraneo centrale e Italia.
Dopo la fase instabile che si protrarrà specialmente sui rilievi da quì alla giornata del 9, con locali e possibili sconfinamenti fin verso le coste localmente specie quando le correnti saranno favorevoli come ieri e stamattina, gli occhi del modello vedono un altro e più corposo peggioramento entro l’inizio della 2^decade di Agosto.
Infatti da NE si distaccherebbe dal flusso principale atlantico un’azione ciclonica in quota, chiamata in meterologia “goccia fredda“, non troppo grande ma al quanto insidiosa vista l’enorme energia mediterranea per ora che condizionerebbe il tempo anche nelle nostre zone meridionali e sicule, nonchè del messinese.
Mi fermo quì, andare ad entrare in dettagli, oltre a impresa ardua, sarebbe anche poco serio per i nostri lettori,vista la difficoltà che si riscontra ogni qual volta si hanno simili configurazioni con queste figure cicloniche localizzate che assumono spesso vie imprevedibili e sono come mine vaganti, trattandosi ancora di oltre 120 ore di distanza.
Posso solo aggiungere che anche il modello europeo UKMO, come il Canadese GEM e a tratti anche gli altri modelli vedono simile scenario ma ovviamente con le differenze di una goccia fredda messa in posizioni diverse, il che sul campo creerebbe differenti soluzioni in ambito pluviometrico.
Ai prossimi aggiornamenti!
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