In atto la seconda sciroccata e gli effetti ampiamente annunciati.

In atto la seconda sciroccata e gli effetti ampiamente annunciati.

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La seconda sciroccata del mese è servita, e con essa tutta la serie di disagi e soprattutto emergenze.

Il ” padrone ” incontrastato dello Stretto di Messina soffia in modo impetuoso da oltre 24h, stavolta rispetto alla precedente sciroccata anche in pieno Ionio il gradiente barico ha esaltato il flusso sciroccale tale che tutto Ionio si mostra molto mosso, nelle ultime ore localmente agitato.

Per la città dello Stretto, dunque, una sciroccata ampiamente annunciata nei minimi dettagli, difficilmente lo scirocco manca l’appuntamento e la sua visita non passa mai inosservata.

E’ stata una giornata di terrore per gli abitanti di Galati Marina, lo è tutt’ora in quanto il moto ondoso sta ulteriormente aumentando e l’atmosfera buia e tempestosa di certo amplifica lo stato di sconforto e terrore tra i cittadini residenti.

La sciroccata in atto si concluderà non prima di domattina allorquando la ventilazione si disporrà da libeccio, ma proprio in nottata dallo Ionio giungerà il picco del moto ondoso verso le nostre coste.

Nel pomeriggio odierno sono stati effettuati degli interventi alquanto precari e discutibili, nel dettaglio il solito muraglione di terra destinata ancora una volta ad essere trasportata dall’azione continua delle ondate che si scagliano senza sosta lungo la riviera.

Le foto che abbiamo postato anche nella nostra pagina ufficiale facebook e realizzate da Francesco Bitto hanno suscitato persino dubbi e perplessità anche tra la gente comune che non ha studiato ingegneria o geologia, alla nostra redazione sono giunte domande tecniche alle quali non abbiamo potuto dare le risposte esaustive che meritavano, proprio perchè in questo contesto di tecnico ed esaustivo non esiste nulla.

Tale sciroccata, come quella precedente poteva essere prevista largamente con una settimana d’anticipo. Non era il caso di attrezzarsi per tempo?

Forse le emergenze delle ultime ore potevano essere smorzate, forse…

Il presidente di quartiere Alfredo Mangarano è esasperato, annuncia azioni eclatanti per la sua comunità.

Le foto a corredo sono l’emblema del fallimento dell’uomo, della politica tutta ( da quella locale a quella regionale e nazionale ), a pochi chilometri più a nord un’altra opera portuale economicamente costosissima ( non tanto per la sola costruzione bensì per la sua gestione/manutenzione ) risulta nuovamente fuori uso, mentre la città torna ad essere invasa dai Tir.

Messina fa nuovamente un passo indietro per via di un vento che non supera nemmeno gli 80 km/h, meteorologicamente bazzecole per una città europea e per un Paese industrializzato.

Siamo solo all’inizio di febbraio, potenzialmente ci aspettano ancora 3 mesi pieni per sciroccate potenzialmente importanti per i nostri litorali!

Un quadro sconcertante e che manda in fumo tutti i buoni propositi della campagna elettorale dell’uscente ormai amministrazione comunale, non si possono eliminare i tir dalla città sfruttando un semplice muro di cemento armato chiamato ” porto di Tremestieri “, servono infrastrutture serie, progetti validi, valutazioni di fattibilità, una deputazione politica capace di far capire ai leader che il ponte sullo Stretto di Messina non può essere ancora oggetto di slogan elettorale quando la gente lotta senza strumenti, in un territorio palesemente sotto sviluppato come l’area dello Stretto di Messina, ed è paradossale tutto ciò perchè qualcuno tenta di definirla ancora come l’area metropolitana dello Stretto, opportunità per attingere immense risorse e quant’altro.

Sarebbe bello se qualche esponente politico in corsa per le nazionali includesse queste tematiche come oggetto del suo impegno politico futuro, sarebbe bello vedere nascere nello Stretto di Messina un team fatto di esperti, tecnici, che non vivono di politica ma del frutto del proprio lavoro di alto livello, messo a disposizione per la comunità.

Occorre tempo, certo occorre tempo per risolvere determinati problemi ne siamo consapevoli, ma siamo nel 2018 e tanta storia c’è alle spalle dietro simili problemi, ormai di vecchia data.

Il 4 marzo si andrà a votare, lo terremo bene a mente!

Pubblicato il 06/02/2018 20:38

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